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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Gaetano emanuele
Email:gaetano_emanuele@hotmail.it 
Oggetto:RIFORMARE IL MERCATO SENZA LAVORO. 

Gentile Direttore,
da qualche giorno tutti noi stiamo assistendo all’ennesimo teatrino della
politica, protagonisti dell’opera dal titolo “RIFORMA DEL MERCATO DEL
LAVORO”, è la triade, GOVERNO, SINDACATI e CONFINDUSTRIA, che
con un eccelso stile hollywoodiano fanno a gara per accaparrarsi
l’ambito premio oscar, come salvatore dello stato sociale, con la
partecipazione straordinaria dei nostri cari politici.
E’ fuor di dubbio che questa benedetta riforma vada fatta,
bene e nel più breve tempo possibile, senza altri giri di parole o rinvii,
consapevoli del grave disagio sociale e morale che il nostro paese sta
vivendo. Adesso bisogna solo capire quale gioco di palazzo sarà
attuato e quale prezzo dovrà pagare ogni lavoratore, per vedersi
garantire un contratto stabile con gli annessi diritti e doveri.
E mi rivolgo soprattutto a chi ha ancora un lavoro, perché il
resto sono precari senza diritti, cassintegrati senza futuro, disoccupati
e inoccupati stanchi e senza speranze, che continuano a veder ledere
la propria appartenenza a uno stato che fa solo gli interessi speculativi
dell’Europa e delle banche, calpestando e delegittimando il principio
fondamentale che l’art. uno della nostra costituzione recita.
Dal governo arriva il guizzo intellettuale di inserire nella trattativa
i cosiddetti ammortizzatori sociali, seguito da un colpo da manuale del
prestigiatore, individuando fondi e mezzi, quasi da intonare un canto di
gloria pasquale per lo sforzo che ha fatto, come se i cittadini hanno
bisogno solo di sussidi e indennità per andare avanti e crearsi un
futuro.
Nessuno vuole comprendere che se non si mette in moto il
circuito occupazionale, ciò diventa solo una sorta di dolcificante per
rendere meno amar la situazione umiliante in cui ci troviamo. Io credo
che qualsiasi essere vivente, ragioni sul fatto che una nuova riforma del
mercato del lavoro, vada seguita, o forse preceduta dalla creazione di
nuovi posti di lavoro.
E’ così difficile ridurre la pressione fiscale sulle imprese,
introdurre agevolazioni sulle assunzioni, accelerare gli investimenti,
aiutare gli imprenditori, e quant’altro. Certo dal governo ci sentiamo dire
che tutto questo in parte e già iniziato, che si stanno attuando politiche
economiche che daranno impulso all’economia, portando benefici mai
visti, e che nel 2013 ci sarà’ il tanto sospirato pareggio di bilancio, così
da poter creare una distribuzione della ricchezza più perequativa e far
partire il motore del nostro paese.
Io credo che l’unica cosa che gli italiani hanno visto con una
celerità di modello assolutista, sia stata quella di vedersi dissanguare il
proprio reddito, con il susseguirsi aumento vertiginoso del costo della
vita. Bene, se queste sono manovre finanziarie, ritengo che ogni
comune cittadino sarebbe capace di fare il ministro dell’economia.

GAETANO EMANUELE
lettera inviata il 22 marzo 2012