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Lettere al QdS
Autore:itrasformisti. IL BLOG DI GAETANO EMANUELE
Email:gaetanoemanuele16@gmail.com 
Oggetto:Ci siamo: In Sicilia tutto sta per tornare come prima 

Le elezioni volgono finalmente al termine, tra vari tradimenti, divorzi e
nuove unioni politiche, abbiamo assistito come sempre alle vecchie e
logorate logiche partitocratiche il cui baricentro ideologico naturale
risiede nelle segreterie di partito.

Il copione non cambia e la recita tragicomica a distanza di un
quinquennio rimane la stessa: candidati alla Presidenza, frutto
dellÂ’ennesima raccolta differenziata, pronti a tutto pur di governare e
consiglieri regionali (anzi onorevoli, in Sicilia si fanno chiamare così) che
promettono posti di lavoro in cambio di una comoda poltrona nei palazzi
Palermitani.

Per non parlare di quel numero non ancora chiaro dÂ’inquisiti, che pronti a
dare il proprio contributo, sono scesi in campo, mettendo al servizio della
collettività, l’esperienza maturata nel settore della corruzione e
concussione, (solo per citarne alcuni campi professionali.)

Non bisogna fare di tutta lÂ’erba, un fascio, ma la fame di gloria che
attanaglia Destra e Sinistra è evidente, la geografia della campagna
elettorale è sotto gli occhi di tutti, le due facce della stessa medaglia
hanno come denominatore comune la partecipazione non straordinaria
alla spartizione del potere per i prossimi cinque anni.

E con questo presagio che continua da un bel poÂ’ di anni, il futuro che
attende ai siciliani è praticamente scritto, ma non solo.

C’è pure chi si azzarda a profetizzare che la Sicilia sarà un test
elettorale importante, che detterà le linee guida del prossimo governo
nazionale, e se così sarà, teniamoci forte, perché l’orlo dell’ennesimo
disastro sociale è alle porte.

È ormai evidente, che la rete vorticosa di partiti, liste civiche e comitati
elettorali, non è altro che una struttura che tirerà fuori una serie di nomi,
blindati dai palazzi romani, che entrerà nel prossimo collegio di curatori di
lobby, pronti a fare gli interessi altrui, in cambio di qualche incarico ben
retribuito.

Alla fine il taglio netto con la vecchia classe dirigente è non c’e’ stato, il
cambiamento tanto sperato è solo un miraggio, l’unica cosa certa rimane
il profondo distacco dei cittadini verso quelle istituzioni ormai inesistenti,
divenute preda di certe lobby faziose che detengono il potere e dettano
le regole, lasciando ogni comune cittadino in balia di uno stato sociale su
cui si può intonare solo il DE PROFUNDIS.
lettera inviata il 25 ottobre 2012