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Lettere al QdS
Autore:Sportelli Multifunzionali
Email:sportelloupl@yahoo.it 
Oggetto:risposta articolo di M. Giuliano del 8 luglio 2010 

Rif.: art. di M. Giuliano edizione giovedì 8 luglio 2010, riguardante gli
Sportelli Multifunzionali.
Egregio Direttore, non è la prima volta che gli Sportelli Multifunzionali
(SM) sono bersaglio delle critiche del suo giornale, critiche che sentiamo
assolutamente immeritate e che piuttosto fanno pensare ad una
mancanza di conoscenza riguardo i compiti specifici affidati agli SM
(vedi Modello Idealtipico della Regione Siciliana). Gli operatori degli SM
nello svolgimento del loro lavoro mettono passione, professionalità ed
interesse, sentono di rappresentare uno strumento innovativo e
moderno di politiche attive del lavoro, ma si trovano in serie difficoltà
quando davanti ad un utente in cerca di occupazione hanno da
offrire “solo” servizi di orientamento, utili sì all’inserimento lavorativo, ma
non in un territorio regionale che non offre loro reali opportunità di
lavoro.
Riguardo quindi alla “inutilità” del servizio vorremmo far presente che
non rientra fra le nostre mansioni creare occupazione, ma supportare
ed accompagnare che è alla ricerca di un’occupazione. Al contrario,
incrementare ed offrire opportunità lavorative è prerogativa della
politica, che come sempre si rivela carente in questÂ’ambito.
Sugli sprechi citati dallÂ’On. Adamo vorremmo suggerire che se lÂ’attuale
classe dirigente non è in grado di attuare le riforme che la Sicilia chiede,
allora, c’è da pensare che è proprio all’ARS che si verifica il vero
spreco. Sentiamo di dover aggiungere, che la eventuale distrazione
delle somme destinate agli SM in favore “del tempo prolungato” non
farebbe altro che rappresentare lÂ’ennesimo capitolo di cattiva politica, di
cui i nostri dirigenti sono maestri, e cioè di mettere una “toppa” ad
unÂ’altra situazione di precariato senza comunque risolverla alla radice.
Gli SM e tutti i precari della Regione chiedono ai propri amministratori
riforme e soluzioni definitive di riordino, che diano loro la possibilità di
operare nel rispetto della loro dignità di lavoratori.
lettera inviata il 12 luglio 2010