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Lettere al QdS
Autore:gaetano Emanuele
Email:gaetano_emanuele@hotmail.it 
Oggetto:La filantropia tributaria dello stato Italiano è uno status quo 

LÂ’incidenza della tassazione locale tocca quota +500%: imprese e
famiglie sono con il cappio al collo.

Il sinedrio del parlamento romano lÂ’ha deciso nel lontano 1992, e da allora
per gli italiani non rimane altro che subire in silenzio la vessazione
usurante di uno stato impositore, il quale, nonostante il susseguirsi di
vari esecutivi dÂ’impronta declinante e risanatrice (in tema fiscale), non ha
fatto altro che creare un efficiente macchina tributaria che supera di
molto la radiazione elettromagnetica della luce.

Insomma appare ben chiaro che la situazione ormai è arrivata ad un
punto di non ritorno, diminuire la tassazione forse serve a ben poco, o
forse no, in fondo lo stato bisogna mantenerlo, e se tagliamo anche le
entrate correnti derivanti dalle imposte dirette e indirette, significherebbe
aprire in anticipo la porta del default sistemico, visto lÂ’andamento dei
conti pubblici, e non solo, i titoli di stato prima o poi bisogna pure
rimborsali.

Perdersi nei meandri delle percentuali serve a ben poco, i conti sono
presto fatti, lÂ’apporto negativo degli interessi di spesa, le uscite primarie
delle amministrazioni decentrate e l’incisività dei costi sostenuti dagli enti
sociali, rappresentano la neoplasia massificante che ha lentamente
distrutto il sistema sociale dellÂ’intera nazione.

LÂ’impatto quantitativo e qualitativo non ha solo ridotto il potere dÂ’acquisto
di famiglie e imprese, ma ha creato un aberrante surrealismo che ha
scosso le fondamenta del nucleo centrale della società umana, costituito
da genitori e figli.

Il dramma della crisi miete vittime ogni giorno, i numeri fanno paura, i
fallimenti ed i licenziamenti superano ogni forma razionale
dÂ’immaginazione, e se contiamo i padri di famiglia che si sono uccisi per
colpa di quella dignità sottrattagli dai governati capitolini, ci rendiamo
conto che lo stato diventa il mandante occulto di una strage silenziosa,
che si poteva benissimo evitare.

Ma come spesso accade chi comanda fa i propri interessi, mercificando
lÂ’essere umano, facendolo diventare un insieme di caratteri alfanumerici,
riconosciuto solo dal codice fiscale, rinnegando il principio unico della
carta costituzionale “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul
lavoro”. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e
nei limiti della Costituzione.

In sostanza lo stato italiano impone le tasse, garantendo il suicidio
assistito a chi non le può più pagare.
lettera inviata il 17 luglio 2013