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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Cinzia Vasile
Email:cinzia.v71@gmail.com 
Oggetto:occupazione studentesca 

Siamo già al settimo giorno di occupazione dell'I.T. Archimede di
Catania da parte degli studenti. Sono amareggiata: quella che
inizialmente poteva ritenersi una protesta legittima, oggi mi appare
come un gioco di forze sterile e auto-celebrativo. Tornando verso
casa mi chiedo cosa possa fare io, quando il mio sguardo si posa
su una scritta che campeggia su un muro tra via Beccaria e via
Cifali: “La rivoluzione non passa dal bar. Ribellati”. Poco importa chi
l'abbia scritta e quale sia la provenienza politica. Mi suggerisce
che non basta tornare a casa al proprio quieto vivere, bisogna
fare qualcosa. Anche io posso fare la “mia” rivoluzione, attraverso
l'espressione del mio pensiero e del mio sentire. Mi rivolgo
soprattutto agli studenti che dissentono da questo modo di
protestare, ma che per comodità, per convenienza, per leggerezza
si stanno adagiando in attesa che gli eventi facciano il loro corso.
A ciascuno di voi dico: ribellati. Se il tuo pensiero non coincide con
quello degli occupanti: ribellati. La vera rivoluzione è esprimere
liberamente il proprio pensiero e far circolare le idee costruttive.
Non solo gli occupanti hanno idee valide. Ribellati vuol dire
impegnati a cambiare le cose dalla posizione in cui ti trovi. Sei uno
studente? Allora la rivoluzione che puoi attuare è studiare. Vuoi
cambiare la scuola, la Sicilia, l'Italia? Ribalta tutte le statistiche che
pongono il nostro paese agli ultimi posti per risultati scolastici, per
conoscenza delle lingue, della matematica e delle materie
scientifiche. Pensa che studiare è il più grande servizio che puoi
fare a te stesso, per la tua crescita globale. Solo così potrai fare
un vera rivoluzione sociale, dialogando con altri studenti come te.
Impiega le energie della tua età in ciò che può costruire il tuo
futuro. Ribellati per il tuo diritto ad andare a scuola e non perdere
ore di lezione; il tempo è vita ed è la risorsa più importante che hai
a disposizione. “Libero pensiero” docente dell'I.T. Archimede
lettera inviata il 18 dicembre 2014