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Lettere al QdS
Autore:Mario Ruffin
Email:atoakim@email.it 
Oggetto:Una versione sulla recente storia dell'Eritrea  

Egregio Direttore

com'è inveterato costume ormai i media presentano gli avvenimenti, congelati nel presente, senza risalire alle cause e alle responsabilità. Da ormai 54 anni, 5.250.000 eritrei resistono nella lunghissima frontiera all’assedio delegato dagli USA all’Etiopia che conta 90.000.000 di abitanti. Un po’ di storia per favore! Nel 1949 l’ONU aveva stabilìto che l’Eritrea, occupata dagli inglesi, fosse affidata all’Etiopia per anni 12, dopo di che un referendum avrebbe deciso: indipendenza, o restare una provincia etiopica. Nel 1950, all’Asmara (2.500 m.s.m.) sul ciglio dell’acrocoro eritreo, contro ogni patto, s’intrufolano gli USA.

Comprato il Negus, essi costruiscono l’immensa munitissima base di “Kagnew Station” con enormi padelloni radar, per tenere sotto controllo strategico il Mar Rosso e il Corno d’Africa. Il Popolo Eritreo, vessato dalle prepotenze del regime feudale negussita, nel 1961 cominciò una eroica rivolta seguita da 13 anni di sanguinosa guerra di repressione, armata dagli USA. Anche ad Addis Abeba però ci fu una rivoluzione e subentrò il maggiore Menghistù che, avendo studiato negli USA, all’accademia militare di Fort Leavenworth, era diventato comunista e perciò si rivolse all’URSS. Quest’ultima fin dal 1918 era oggetto di assedi, guerre calde o fredde occidentali, persino contro i suoi alleati (Corea, Vietnam, Cuba) e di minacciose infiltrazioni nel suo “ventre molle islamico” (petrolifero). Mosca, che cercava posizioni strategiche equivalenti, subentrò. La guerra durò ancora 22 anni. Dopo la caduta del comunismo (Menghistù se ne andò) il referendum decretò l’indipendenza Eritrea (99,83% dei voti). Subito tornarono gli americani pretendendo basi navali a Massaua, Assab e sulle isole-paradiso Dahlac. Gli eritrei rifiutarono per non rompere l’equilibrio tra i suoi combattenti islamici e i copti. Gli americani delegarono all’alleata Etiopia una nuova sanguinosa aggressione nel 1989 con soldi dal FMI transitati in banche USA. Non vinsero!

Da allora un asfissiante assedio con embargo, delegato dagli USA all’Etiopia, che dura da 15 anni, costringe l’eroica imbattibile Eritrea a un regime militarizzato, con una lunga ferma militare al confine. L’assedio, sotto regìa della CIA, con enorme infiltrazione di spie, provocatori, agitatori, finte religioni di ogni possibile e impossibile credo, costringe il governo alla condizione di “stato di guerra”. E’ il solito copione americano, largamente utilizzato contro Cuba, Nicaragua, URSS, Cina, Corea, Congo, ecc.: embargo economico, assedio, terrorismo, sovversione, costringere gli assediati a regimi di guerra, accusare perciò di “dittatura”, criminalizzare, per gli stessi atti che loro, in America, attuano da sempre in periodo di pace, pretendere di portare la loro democrazia di dollari.

Non mi aspetto che l’Italia, colonia USA densa di basi NATO, permetta ai giornali di dire la verità, se non, come affermava Montanelli, almeno “tra le righe”. Ma io ora voglio parlare “sulle” righe: l’attuale dolorosa situazione in Eritrea con 55 anni di guerra, l’ha generata l’assedio generato dagli americani petrolieri.

Dott. Mario Ruffin
Profugo dÂ’Asmara - Treviso
lettera inviata il 28 aprile 2015