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Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:La sactisfaction del pubblico dipendente  

Per la prima volta nella mia vita lavorativa mi vedevo al cospetto di qualcuno che voleva insegnarmi come comportarmi. Mi chiedevo il perché, malgrado la mia dedizione e l’ impegno, questo neologo dall’aspetto umanoide, quasi, tentasse di convincermi che l’onestà, la correttezza e la lealtà non fossero proprio il mio forte. Pensai di mantenere una certa tolleranza ma, mi ricordai di aver letto da qualche parte che le persone tolleranti, in realtà "producono" deficienti visto che spesso sono gli altri che finiscono per sentirsi inferiori in confronto a loro e, quindi, anche un po' deficienti. Paolo Persichetti, in una sua recensione, sosteneva che le normali regole del contraddittorio prevedono che la tenzone avvenga ad armi pari.
In questo caso invece il mio contraddittore interviene in forma burocratica e, ciò mi bastò per considerare quelle parole come provenienti da chi non ha nemmeno il coraggio delle proprie idee perché non è onesto con se stesso e, forse, non sa’, nemmeno cosa sia la lealtà per esserlo, anche, con gli altri. Ecco, quando si parla di customer satisfaction, inteso quale strumento mirato alla rilevanza strategica della soddisfazione del cliente come obiettivo aziendale, mi chiedo: non sarebbe opportuno, ogni tanto volgere la propria attenzione anche all’interno dell’azienda invece che all’esterno, come si fa di solito, per valutare la qualità percepita dai cittadini al fine di rispondere in modo appropriato ai bisogni dei più esigenti, meglio informati, portatori di interessi sempre nuovi?. Come tale, è una delle priorità e delle sfide maggiori per il cambiamento delle amministrazioni pubbliche. L’esigenza non è soltanto quella di avere servizi di qualità, ma di recuperare la fiducia stessa dei cittadini e di dare nuova legittimazione sociale all’azione pubblica. Ebbene, secondo voi, come suonerebbe la musica se si attivasse anche all’interno dell’azienda per recuperare la fiducia in chi ti comanda?
lettera inviata il 02 giugno 2015