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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:Il canale d'ascolto per il benessere nel lavoro 

C’è chi sostiene, ed a ragione, che le normali regole del contraddittorio prevedono che la tenzone avvenga ad armi pari. In questo caso invece il mio contraddittore interviene in forma burocratica e, ciò mi bastò per considerare quelle parole come provenienti da chi non ha nemmeno il coraggio delle proprie idee perché non è onesto con se stesso e, forse, non sa’, nemmeno cosa sia la lealtà per esserlo, anche, con gli altri.
Ecco, quando si parla di customer satisfaction, inteso quale strumento mirato alla rilevanza
strategica della soddisfazione del cliente come obiettivo aziendale, mi chiedo: non sarebbe opportuno, ogni tanto volgere la propria attenzione anche all’interno dell’azienda invece che all’esterno, come si fa di solito, per valutare la qualità percepita dai cittadini al fine di rispondere in modo appropriato ai bisogni dei più esigenti, meglio informati, portatori di interessi sempre nuovi?.
Come tale, è una delle priorità e delle sfide maggiori per il cambiamento delle amministrazioni pubbliche. L’esigenza non è soltanto quella di avere servizi di qualità, ma di recuperare la fiducia stessa dei cittadini e di dare nuova legittimazione sociale all’azione pubblica.
Ebbene, secondo voi, come suonerebbe la musica se si attivasse anche all’interno dell’azienda per recuperare la fiducia in chi ti comanda? .
Ecco come, un Direttore, uno di quelli veri, ha pensato bene di dar vita ad uno strumento quale possa essere un “canale di ascolto” al fine di poter valutare e - ove necessario - intervenire, per accrescere il benessere all'interno dell’azienda. Con tale strumento, e per la prima volta, da quando la mia attività mi ha permesso di assistere a fatti ed eventi, mi trovo, adesso coinvolto, come tanti, nel partecipare all’evoluzione, sempre che ci sia, di una situazione, per altro nuova,
grazie alla lungimiranza di questo manager, sul vero senso della parola, mirata allo sviluppo ed al perfezionamento delle relazione inter personali, affinchè si consolidi il benessere di noi tutti sul luogo di lavoro.
L’invito, rivolto a tutti, mirato alla rilevazione delle problematiche che incidono in senso negativo sulla qualità della vita e delle relazioni nei luoghi di lavoro, comporterà l’analisi e la valutazione delle opinioni espresse. Insomma, una specie di bencmarking interno, sotto forma di customer satisfaction, per porre rimedio con immediatezza e precisione ad eventuali situazioni di indigenza e creare le basi future nel riconoscere quel grande insieme di esigenze etiche presenti in un sistema complesso come quello di una azienda.
In parole povere, ciascuno di noi, in modo diretto o ricorrendo all’ausilio dei sindacati aziendali, potrà esporre le sue rimostranze, in tutta riservatezza, senza subire ritorni di fiamma.
Adesso mi chiedo: vista la situazione sul luogo di lavoro, in cui i “capi’, vengono scelti dall’alto, quale sicurezza può assicurare, nonostante la sua serietà, correttezza ed onestà, questo manager che nella scala gerarchica, avverte anch’esso in maniera diretta, situazioni di indigenza intellettuale e sottostare a questo sistema in cui, purtroppo da quanto vedo e sento, siamo circondati da cretini sapienti, come io e, da cretini intelligenti come il direttore, e che dicono di voler difendere il nostro futuro?
A tal punto, rispetto al direttore, mi sento più fortunato.

Giuseppe (Pino) Verbari
lettera inviata il 17 luglio 2015