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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:Il nuovo Ministero delle Presunzioni sociali 

La mania di protagonismo, oggi giorno, è veramente diffusa.
Tantissime persone vogliono essere al centro dell'attenzione. E’, purtroppo, solo un'altra malattia di questa società "moderna". Secondo il mio modesto parere, costoro, sono alla ricerca dell’"essere" perché, allo stato attuale, "non sono, non valgono, non possono" e, allora, si inventano di tutto e di più.

Che si tranquillizzino, non saranno mai nulla e saranno preposti a fare solo danni. Costoro, hanno la necessità di avere una certa considerazione da parte degli altri e se non la ottengono arrivano ad inventarsi delle situazioni paradossali o addirittura si inventano storie pur di essere al centro dell’attenzione come i curriculum altisonanti, ormai di moda in questi tempi, oppure gli atti vandalici che deturpano l’ambiente come imbrattamenti e incendi. Ne conosco, almeno un paio, di questi personaggi, alla ricerca della entità perduta.

La mia esperienza mi porta a considerare, al pari di tanti altri, che la pensano come me, che questo tarlo sia una forma di educazione priva di affetti perché, nella loro infanzia, i genitori non hanno dato loro le attenzioni necessarie per spiegargli, che la modestia, non solo è sinonimo di umiltà ma, anche, la capacità di riconoscere i propri limiti.

Nulla toglie il fatto che, sicuramente, hanno una carenza di autostima che li porta a desiderare ardentemente l'attenzione, sia negativa che positiva, degli altri. Purtroppo, la nostra società, ha sempre premiato questo comportamento, dimostrando che più si gode di attenzioni più si sta bene. E’ pur vero che questo desiderio è insito naturalmente in molti di noi e, oggi, in più vengono creati dei modelli che ci confermano che questa condotta, è la più giusta in assoluto. Perciò, ognuno di noi, alla fine, finisce col cercare l'attenzione in modo diverso, come colui che si accontenta e chi, invece, è disposto a tutto per avere il massimo.

Da un comunicato stampa sindacale del 29 luglio 2015, rilevo che, con grande disappunto dei rappresentanti dei lavoratori, la ministro Madia, sul finire della riunione mirata allo sblocco dei contratti, “si è affacciata in piazza sul finire della manifestazione” sollevando le polemiche dei sindacalisti nel ritenere il gesto privo di concretezza. Da come sono stati esposti i fatti, che denunciano una acclamata superficialità della ministro, sono giunto alla conclusione che, la Madia, è una protagonista.

Spero che abbia concluso il suo tempo prima che finisca questa legislatura per pagargli anche la pensione nell’aver destato un’attenzione solamente negativa, grazie a questo suo impegno politico, in cui, ha dimostrato, e sembra che non sia la prima volta, di essere priva di quelle attenzioni particolari di cui necessita la situazione attuale.

Visto quanto esposto, suggerire a Renzi, e compagnia bella, che un nuovo ministero, quale quello per le “presunzioni sociali”, con particolare riferimento alla imprevidenza e inasprimento delle condizioni di bisogno e disagio delle persone e delle famiglie, andrebbe a pennello alla Madia.

Giuseppe (Pino) Verbari
lettera inviata il 30 luglio 2015