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Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:Le nuove posizioni dirigenziali 

Gent.mo Direttore: apprendo da un comunicato sindacale che, l’Amministrazione di un Ente pubblico, sta provvedendo per la seconda volta a conferire, tramite interpello a funzionari di area C, posizioni dirigenziali”.

Tale inusitato modo di agire, già precedentemente gravemente censurato, in quanto le posizioni dirigenziali vacanti – come attualmente previste, secondo regolamento, - devono essere attribuite ai dirigenti e non ai funzionari apicali, soprattutto se in presenza di dirigenti, che sono attualmente privi di incarico.Proseguendo nella discrasia, il sindacato in questione, sostiene che: “Riteniamo che l’attribuzione di dette posizioni ai funzionari (di area “C”), peraltro con l’attribuzione di una posizione organizzativa non prevista, possa dar luogo a fenomeni di danno erariale per il possibile riconoscimento delle mansioni superiori da parte dei funzionari all’uopo incaricati, oltre al fatto che, a fronte di posizioni dirigenziali vacanti - appare ingiustificabile ed economicamente dannoso per l’ente - tenere dirigenti di ruolo senza incarico e in posizione di staff.”

I vertici dell’Amministrazione, sostengono che, attraverso un riassetto complessivo dell'organizzazione dell'ente hanno gettato le basi per renderlo più efficiente e quindi meno costoso, continuando comunque a garantire l’erogazione dei servizi. Se fosse così, ben venga ma, sospetto che, oltre al danno anche la beffa nei confronti di chi, come il sottoscritto, assiste a queste discrasie gestionali, in barba a quella genialità, fatta di coerenza nello sviluppo operativo in un Ente, come questo, che da sempre si è distinto nel campo del sociale riconoscendo i meriti ed incentivando l’operatività dei singoli senza distinzione di colore come questa forma di “proliferazione raccomandata”.

Mi auguro che, questa, Amministrazione, che si è sempre caratterizzata nella la ricerca dei massimi livelli di efficienza, efficacia e qualità del servizio, riveda la propria posizione ed attribuisca a chi di dovere tali incarichi e cioè, a quei dirigenti “senza o con poco incarico” e, ce ne sono anche, per via di quelle rivisitazioni e mutamenti gestionali che condizionano le P.A. ogni qualvolta si decide che all’apice ci debba essere quello al posto dell’altro.

A mio modesto parere, anch’io funzionario di area “C”, partendo dal presupposto che, alla base di tutto ci debba essere un curriculum, e, come la maggior parte di noi, un curriculum vuoto lo abbiamo avuti tutti prima di iniziare a lavorare, poi pian piano si riempie o se sei fortunato c’è solo un lavoro in cui lavori attualmente, e nel tenere presente che, in tanti di questi curricula, specialmente nel pubblico, - visto che nel privato le cose vengono valutate in primis con la tasca del proprietario -, non è affatto difficile pensare che esistano figure dalla conformazione costruita intorno all’assoluta mancanza di prove e delle relative correzioni che possano ridimensionare e ridurre alla verità ciò che tende all’illusorietà. Mi sento appeso nel nulla ed è questo, che desta in me sdegno e preoccupazione vedendo un capo con uno o due gradi al di sotto del mio.Vorrei, in primis, che una esatta valutazione delle informazioni fornite, a proprio uso e consumo, siano oggetto di una, seppur semplice, ma quanto mai, necessaria verifica invece di correre dietro a questi “auto-gettonati !!!”.

Allora, ci accorgeremmo che non tutto è oro quello che luccica e il millantatore finirà con l’essere richiamato al rispetto di quei valori che, anche se in calo visti i tempi, quali la lealtà, l’onestà e la correttezza nei confronti di chi dedica il proprio impegno con spirito di abnegazione, con dedizione assoluta e disinteressata al bene altrui o ai proprî doveri, spesso accompagnata da una consapevole rinuncia dall’egoismo di cui, costoro, sono intrisi.

A tal punto, auspico, che l’Amministrazione, metta da parte questi ciambellani e, per così dire, tiri la barca all’asciutto, per non ritrovarci in balia di forze esteriorizzanti e destabilizzanti nel precludere il raggiungimenti degli obiettivi che, proseguendo su questo percorso, li vedremo allontanarsi sempre di più con relativo pregiudizio del benessere di noi tutti sul luogo di lavoro.
lettera inviata il 11 agosto 2015