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Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:I progetti mirati a...!!!! 

Cosa vuol dire “avere le idee chiare” ?
Chi diceva che le idee devono passare dal cuore per uscire dal cervello, aveva pienamente ragione. Adesso, mi chiedo: cosa sia passato per la testa a quel manager, nel rapportarsi al meglio con il contesto e, nell’ offrire una elevata qualità del servizio, ha scelto un considerevole numero di progetti mirati alle metodologie che propongono linee di intervento, coinvolgendo uomini e risorse, su obiettivi caratterizzati da una elevata flessibilità operativa . E’, pur vero che tutti i progetti sono mirati, mah, in un particolare caso, rilevo il considerevole numero delle scelte, quasi stessero a dimostrare un cocktail di intenti in un sistema gestionale. La cosa sembrerebbe lineare ma, una certa dose di scetticismo mi pervade come al solito, e ciò mi porta a “guardare oltre alla siepe” per cogliere con prontezza e celerità i segni dei tempi che cambiano, si modificano, si trasformano ma, purtroppo, “nulla muterà”.

Non ci vedo chiaro, Il tutto, probabilmente, sembra prodromico alla esternalizzazione dei servizi avviando una serie di attività connesse nell’individuare, definire, gestire e controllare le prestazioni vertenti su materie di particolare complessità specialistica ed innovativa.

Potrebbe essere, mi dissi: ma se non avessi avuto l’opportunità di dare un’occhiata ad un articolo che recita testualmente, almeno per la parte che ha posto fine alle mie perplessità: “da un articolo clamorosamente illuminante e ben fatto del New York Times apprendiamo che chiunque parli dei mercati come di una macchina impersonale di esproprio della sovranità è un cretino...”(n.d.r.).

Quindi, la sovranità e sacra e sarebbe da fessi perdere il prestigio oltre che la poltrona con una politica che porta a depauperare risorse ed energie a favore di altri. Il nocciolo della questione, mi viene spontaneo dire, è duro e, per questo, bisogna anche ammettere, che i progetti, sono stati creati in perfetta sintesi con le Politiche Industriali Industriali degli ultimi decenni in Italia nel rendersi conto che, quali facilitatori dell’attività imprenditoriale, consistono, anche, nell’abbattere l’ingiustificata burocrazia che limita la produttività aziendale grazie a personalismi ed individualità buoni solo a loro stessi e lontani dalla società con i suoi bisogni (es: la semplificazione degli atti pubblici). E’ pur vero che, altri, nel consolidamento di strategie gestionali, vedono i progetti come un subdolo strumento idoneo ad esautorare menti che altrimenti sarebbero da impaccio per i più disparati motivi; quasi una valvola di sfogo, per dirla alla qualunque.

Comunque, in qualsiasi caso, l’esito sarà sempre positivo perché, anche proprio questi personalismi ed individualità, sia da una parte che dall’altra, progettanti e progettisti, viste le loro tendenze, eventualmente autarchiche e, spesso, prive di empatia, potranno essere utili a costruire una situazione fittizia grazie a quel criterio che ci permetterà di stabilire cosa sia corretto e cosa non lo è, in relazione a nozioni essenziali come la “corrispondenza con la realtà". In proseguo, nel convalidare i risultati, potranno, anche, essere considerati quale pausa di riflessione per ulteriori scelte e provvedimenti perché “i progetti, non finiranno mai”.

Chiudo formulando i miei migliori auguri a chi si troverà coinvolto, suo malgrado e non, in questa esperienza pionieristica sperando che lavori in tutta tranquillità alla ricerca del meglio. Ma si ricordi che, “Anche questa è una delle tante sfide che la realtà ci pone “(n.d.r.)

Giuseppe (Pino) Verbari
lettera inviata il 13 agosto 2015