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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:Il "Photovoice" 

Leggo: “Photovoice si è rivelato un metodo efficace per analizzare esperienze di vita quotidiana”.
Scopo del progetto, ormai si parla solo di progetti mirati a tante delle tante verità occulte, serve ad aiutare persone e organizzazioni a dare il proprio meglio, esprimendo il proprio potenziale e innescando l'apertura di nuove possibilità per dare voce a soggetti emarginati, attraverso le immagini fotografiche, di come cambiano i luoghi in cui viviamo e come sono percepiti da chi li abita quotidianamente.

La periferia, non deve essere vista, come da sempre, luogo di disagio o emarginazione, come luogo dimenticato e di solitudine, ma anche come un bacino di crescita e riscatto, fonte di diverse iniziative da cui ripartire per costruire il futuro in considerazione che la città cambia di giorno in giorno e, in maniera evidente in questo periodo, si recepisce l’esistenza di un mosaico di esperienze e di storie sotto gli occhi di “nuovi cittadini”.
A mio modesto parere, la periferia, vista in chiave futura, racchiude in se potenzialità nel ridare vita perché ci sono risorse fisiche e sociali da valorizzare.

Per la valorizzazione del capitale sociale territoriale ed il miglioramento della capacità di governo, i nostri amministratori, a qualsiasi livello gerarchico, potrebbero avvalersi di questo valido strumento, il “Photovoice” che, al pari di chi si trova in difficoltà, come negli in ospedali e strutture socio-assistenziali, che ha visto coinvolte le strutture sanitarie della Calabria, e non solo, promuovere un nuovo percorso formativo "Pagliacci in ospedale” ed una delle materie di studio, riguarda proprio il photovoice.

Non dico che Renzi e compagnia bella, senza distinzione di colore, debbano vestirsi da clawn per alleviare nostri mali sociali ma, quanto meno, che vedano con obiettività, quasi con l’occhio di una fotocamera, la realtà che ci circonda per attivarsi con freddezza e determinazione altrimenti, di pagliacciate continueremo a vederne ancora tante che portano al solito "nulla".
Mi viene spontaneo esclamare: "Che ben venga il photovoice".
lettera inviata il 19 agosto 2015