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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:La vita si allunga
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:La vita si allunga 

Un luminare della scienza sostiene che non c’è un limite alle aspettative di vita. S’intende la vita nel senso astratto della parola, quella reale è tutta da vedere per ognuno di noi. Marx ed Engels hanno scritto nella Sacra famiglia: "Se l'uomo è formato dalle circostanze, allora bisogna formare le circostanze umanamente”.

La circostanza, come condizione particolare che accompagna un fatto e ne determina la natura, l’importanza, favorevoli e sfavorevoli la definisco anche sinonimo di occasione. Esiste e viene da sola, senza farsi preannunciare; forse soltanto qualche segno premonitore. Per quanto riguarda il secondo aspetto, “bisogna formare le circostanze umanamente”, ritengo che sia encomiabile da parte di chi si assuma questo impegno alquanto gravoso, a parer mio. Leggo: “L’invecchiamento della popolazione è una delle principali sfide del 21 secolo. Con importanti effetti sul sociale”.

Incuriosito scorro lo scritto e mi soffermo su qualcosa che desta in me una strana sensazione. Non riesco a capire che tipo di sensazione sia, bella o brutta, dico, soltanto: è una sensazione. La medicina rigenerativa, i geni della longevità e, per concludere il tutto con l’idea di farmi lavorare, anche se part-time, fino a ottanta anni.
Vai a capire, dico, oltre la Fornero anche la scienza e il geriatra.

Ecco, la strana sensazione che mi pervade; è quella di vivere lavorando fino a ottanta anni, e nel frattempo, frequentare pensionati baby miei coetanei. Ne conosco tanti dove abito. Resto scettico sul sistema formativo, quello che dicono debba per poter migliorare e consolidare la qualità, dove e quando “mi sistemeranno” ?.

Mi chiedo:
- le condizioni ottimali, in questo deambulare da ottuagenario come succube da postumi etilici, da dove mi verranno, chi me li fornirà?;
- i nostri figli, che hanno già visto le probabilità di lavoro allungarsi nell’inedia e nella depressione che li anima, saranno anche loro soggetti a tutto ciò, la longevità, e sicuramente, adesso più che mai, visto che fino ad ottanta ci sarò io, come tanti di noi, quando troveranno lavoro?.

Dico loro: “Cari ragazzi, pazienza. Se si allunga la vita, si allunga per tutti. Troverete lavoro a 50 anni visto che siete nati quando noi ne avevamo mediamente 30. Vi sposerete a 51, andrete in pensione a 101, dopo 50 di attività. I nostri nipoti e figli vostri, nel frattempo, non avranno motivo di pensarci perché, in relazione a questo trend genetico, si troveranno nella stessa situazione occupazionale di voi genitori e, per di più, loro, senza nemmeno accorgersene. Saranno tranquilli. Comunque, penso che geni e integratori, dopo i cento serviranno a ben poco, e, male che vada, c’è sempre “Egli che vede e provvede” e verso i centocinquanta sarete candidati al trapasso.

Nel frattempo avrete l’opportunità di vedere 40 mondiali di calcio, 80 europei, una diecina di guerre, vari tsunami e cose varie che ci hanno intrattenuto finora; finirete con l’annoiarvi, ve lo assicuro.

Quindi, sono del parere che la situazione si stabilizzerà in questo modo; fatevi coraggio, finirete col farvi la canna grazie agli scienziati, e al benessere col beneplacito dell’Inps.
lettera inviata il 27 agosto 2015