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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Salvatore Nicosia
Email:salvatore.nicosia@unipa.it 
Oggetto:Rifiuti: pagina 10, Sabato 7 Agosto 

Gli impianti di "dissociazione molecolare" non costituscono una
rivoluzione, e si insegnano normalmente nei Corsi di Ingegneria
sanitaria. Dissociazione molecolare veramente è un nome equivoco,
perchè per alcuni rappresenta i forni al plasma in arco elettrico (a
3000 °C) e per altri quelli di pirolisi (a 600 °C); ma insomma si
insegnano.
Quello citato da Antonio Casa nel QdS Sabato 7 Agosto è un impianto di
pirolisi. Del quale è pacifico (e lo dichiarano le stesse Ditte che li
costruiscono) che non è alternativo ma complementare agli inceneritori
convenzionali, e ha i suoi pregi e i suoi difetti.
Ammessi i pregi - che si trovano descritti nei libri e nelle
pubblicazioni: principalmente non avere bisogno dell'enorme sezione di
depurazione dei fumi, necessaria invece negli inceneritori - dobbiamo
pure riassumere i difetti.
I più importanti: un forno pirolitico come residuo produce non ceneri
- che sono facili da smaltire - ma olio viscoso e catrame; è
meccanicamente delicato perchè il calore non si sviluppa dentro il
forno ma deve essere fornito da fuori; e a parità di portata di
rifiuti trattata è necessariamente più grande di un inceneritore.
A questo risultato si arriva facilmente partendo proprio dalla
brochure di ENERGO citata nell'articolo: se la pirolisi di un lotto di
rifiuti richiede circa 24 ore, mentre l'incenerimento meno di 1 ora,
il forno di pirolisi deve essere 24 volte più grande. L'impianto del
Comune di Peccioli è piccolo perchè serve un bacino piccolo e
pirolizza soprattutto rifiuti speciali: un'applicazione diversa dagli
inceneritori ma che in Sicilia servirebbe anch'essa, p.es. con una
distribuzione omogenea di impianti fra le province come suggerisce il
vostro Giornale.
A proposito di inceneritori, per chiudere: quello che in Sicilia
sarebbe troppo non è il numero attualmente proposto (4) ma la
potenzialità (4.400 t/d), che sarebbe nientemeno che il 60% dei
rifiuti prodotti! Mentre in Europa la ragionevole e stabile media è il 20.
Cordialmente
lettera inviata il 25 agosto 2010