Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
Lettere al QdS
Autore:giovanni piazza
Email:unpodigio@yahoo.it 
Oggetto:Lettera a un nopontista ormai sdato (1)  

Caro nopontista, rieccomi a te in quella eterna contrapposizione che continua a vederci su opposti fronti, a cercar di capire le ragioni tue e spiegarti le mie. E comincio con il raggrupparle, queste mie e queste tue, in una ragione unica che, tempo addietro, ci vedeva uniti a reclamare sviluppo e investimenti. Tu, siciliano come me, chiedevi insieme a me, siciliano come te, cuntu e raggiuni di questo mancato sviluppo e della desolazione che ancora costringe i nostri figli a cercar miglior fortuna. Epperò, né io, né tu, né tantomeno la sedicente e ridicola politica nostrana siamo mai riusciti a invertire quella tendenza e a promuovere quello sviluppo e a combattere quella desolazione. Finchè, ecco arrivare il ponte. E noi del sì, vedemmo in quel progetto la possibilità di riscatto dell'intero Sud. Una capacità propulsiva e coinvolgente in grado di invertire quella condanna e spezzare quel giogo che da 150 anni ni catafutti fisicamente e moralmente. «Mai, Maria!» esclamasti allora tu, riproponendo quell'eterno elenco dei «mancamenti» che il Sud lamenta. «Di ben altro, ha bisogno il Sud! Che si facciano strade e ospedali e infrastrutture che, quelle sì, faranno del Sud occasione di sviluppo e territorio di speranze.»

Ebbene, caro nopontista carissimo, cosa è cambiato, nella percezione tua, che ti ha consentito di ridare ottimismo alla nostra richiesta centocinquantenaria? Ma se in 150 anni nulla è stato fatto, cosa ti fa credere che adesso si possa far qualcosa? Qual è la strategia concreta e perseguibile che ti spinge a negar qualcosa, per reclamare ciò che mai fu? Ma ti hanno reso partecipe del fatto che, oggi, ancora e come sempre, hanno deciso che gli investimenti ferroviari debbano essere rivolti al 98% abbondante al nord e solo l'unovirgola al sud? E che ci stanno fior di ministri che affermano che al sud non può farsi ferrovia perché ci sono le rocce? E che, senza vergogna alcuna, propongono la realizzazione di una pista ciclabile Venezia Torino?
lettera inviata il 28 ottobre 2015