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Lettere al QdS
Autore:giovanni piazza
Email:unpodigio@yahoo.it 
Oggetto:Lettera a un nopontista ormai sdato (2)  

«Ma il ponte sarà una cattedrale nel deserto, con il nulla in testa e il nulla in coda» continuasti, dimostrando così di non aver mai nemmeno intravisto il progetto, con tutta la serie di opere di contorno e di supporto che, già da sole, andrebbero a decongestionare e arricchire.
«E troppo scarso il traffico e impossibile il recupero finanziario.» cassandrasti ancora, senza considerare il ferroviario che potrebbe intercettare in porto e avviare su rotaia, sviluppando enormemente il proprio volume grazie anche al raddoppio del canale di Suez, e senza considerare ancora che un'opera non deve necessariamente essere economicamente autosufficiente, ma che vanno comunque valutati i vantaggi di cui l'intero territorio godrebbe.
«Cheppoi, vuoi mettere tutti i picciuli che si son fregati fino adesso e tutti quelli che si fregherà la mafia? Per non parlare della distruzione del territorio?» insistesti, non valutando che una tale considerazione ci costringerebbe alla immobilità assoluta e ci inchioderebbe alle nostre miserie. E come fai, allora, a pretendere la costruzione di autostrade e ferrovie e scuole e infrastrutture, con la mafia che certamente starebbe addosso anche ai picciuli tuoi? Solo quelli del ponte, fanno gola alla mafia? I picciuli tuoi vanu e i picciuli mei svanu? E solo il ponte sconvolge un territorio, mentre una autostrada, o un raddoppio di binario, o la infinita serie di intubate fiumare e la cementificazione selvaggia e incontrollata ne sono esenti per virtù dello Spirito Santo o per gentile concessione di sua graziosa mafiosità?
E consentimi infine, caro nopontista ormai sdato, una ultima e amara considerazione, riguardante la constatazione che, a qualche anno dall'aver cassato il progetto del ponte, quel tuo "ben altro è necessario al Sud" è ancora mestamente racchiuso nella lista dei sogni, inchiodata nella bacheca della fantasia.
lettera inviata il 28 ottobre 2015