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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Giacomo Greco
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Oggetto:Soldi ben spesi per la visita del papa 

Caro direttore, dal 1968 insieme a Padre Pintacuda ed altri amici mi sono occupato, tra l’altro, anche di problemi sociali e della Radio Diocesana “Radio Voce Nostra”, di cui sono stato presidente e Padre Pintacuda direttore dei Programmi insieme a Michele Salamone, ed in questa veste ho partecipato all’organizzazione della prima visita di un Papa a Palermo, quella di Papa Giovanni Paolo II. Era il 1982 e si doveva organizzare la visita del Papa che iniziava il mattino del 20 novembre e finiva la sera del 21 novembre 1982 con l’incontro con i giovani a piazza Politeama.
La visita di Giovanni Paolo II non destò tutte le polemiche che stanno scoppiando oggi per quella di Papa Benedetto XVI, soprattutto provenienti dal mondo laico, di sinistra e di altri che onestamente non riesco a comprendere. Come per questa futura prossima visita del Papa la Pubblica Amministrazione Comunale , Provinciale e Regionale di quell’epoca fecero la loro parte come la stanno facendo oggi le attuali amministrazioni. Anche allora vi erano minori affidati dal Tribunale ad Associazioni e Case Famiglia che, come oggi non venivano pagate regolarmente dagli Enti Pubblici, ma nessuno disse niente. Non credo che sia questo il modo giusto per affrontare e risolvere problemi così annosi che si trascinano da tempo. E dire che alcune delle forze che oggi si lamentano del costo della visita del Papa, sono le stesse che quando sono state al governo di enti pubblici siciliani non sono state più brave delle attuali nel risolvere i problemi che vengono oggi lamentati.
E non bisogna dimenticare che in un momento come questo i 2,5 milioni di euro che si spenderanno saranno abbondantemente recuperati dalla comunità locale. Si pensi che tutti gli alberghi hanno già il tutto esaurito.
Che tutte le opere e i servizi che saranno approntati faranno guadagnare tante piccole e medie aziende locali che danno occupazione a centinaia di cittadini siciliani e palermitani in particolare. Non dimentichiamo che molti ristoranti e molti commercianti di merce varia faranno più affari, recuperando quelle somme che la crisi economica attuale non gli ha permesso di guadagnare prima. E non dimentichiamo la pubblicità all’immagine della nostra città nel mondo che l’evento determinerà.
Ricordo, infine, a tutte le forze che si stanno scandalizzando del costo della visita del Papa, che in Sicilia ci sono milioni di cittadini Cattolici che pagano le tasse, che attendono da molto tempo la visita del “Loro” Papa, il Capo della Chiesa Cattolica, e che gli stessi hanno assistito sia recentemente che nel passato a sperpero di denaro pubblico senza che alcuno delle forze politiche e sociali che adesso si lamentano abbiano alzato un dito per impedirlo. Adesso spero solo che il Papa venga accolto da tutti i siciliani, cattolici e non cattolici, come un messaggero di pace e di speranza per tutti e soprattutto per gli ultimi. Al resto cominceremo a pensare dopo la Sua partenza.

Giacomo Greco
Direttore generale Libera Università della Politica
lettera inviata il 15 settembre 2010