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Lettere al QdS
Autore:Pasquale Dante
Email:agoraliberale@tiscali.it 
Oggetto:Sicilia "bloccata" 

Sicilia "bloccata": le responsabilità della politica e il voto al Movimento Cinquestelle

Caro Direttore,
ho letto il Suo editoriale del 9 giugno u.s. e l'ho trovato estremamente interessante.
E' vero, la Sicilia è bloccata, abbondano i privilegi e le risorse isolane vengono erose giorno dopo giorno.
E' anche vero che gli isolani, per indolenza e crescente deficit culturale non meditano affatto di organizzare una rivoluzione sociale, e che questa sorta di rassegnazione non lascia sperare nulla di buono.
Perfettamente d'accordo anche sulle Sue valutazioni riguardo le dubbie capacità della classe politica, avvinghiata alle poltrone che incredibilmente riesce a mantenere, nonostante tutto ciò che accade dovrebbe spingere gli elettori a severe bocciature nei confronti di chiunque abbia avuto responsabilità di governo regionale e/o locale.
Ciò detto, da liberale, ho serie perplessità riguardo la soluzione che Lei propugna e che, montanellianamente, si potrebbe così riassumere " votiamo i 5 stelle turandoci il naso".
Non sarebbe una buona idea, e non solo per i mediocri risultati ottenuti dai Sindaci che quel Movimento ha già riuscito a far eleggere, o per certe pratiche da prima Repubblica adottate, proprio nella nostra Isola, per la raccolta delle firme, per tacer riguardo a quanto altro accaduto anche altrove.
Sappiamo che, quando abbiamo in famiglia un serio problema di salute per un nostro caro, senza badare a spese, cerchiamo di entrare in contatto con un qualche luminare adatto a risolvere la patologia presto e bene.
Non vedo dunque perchè, in una situazione politicamente tanto drammatica, dovremmo affidare i centri decisionali del potere ad una setta di adoratori di un Guru che viene dal mondo dello spettacolo, ove tutto è una finzione, con l'aggravante della sua specializzazione nel cabaret, che necessita di innate capacità empatiche, che temo stiano anche diventando ipnotiche.
Caro Direttore, lo statista Luigi Einaudi riteneva gli uomini dello spettacolo inadatti a cimentarsi con i complessi problemi della politica, ed era onesto al punto di chiedere ai commensali invitati al Quirinale, se qualcuno avesse gradito dividere con lui una pera per non sprecarne la metà; lo statista De Gasperi, nonostante Presidente del Consiglio, non potendosi permettere un cappotto, ne ebbe uno in prestito per recarsi in America; Spadolini a trenta anni aveva già scritto” il papato socialista" lasciando esterefatti gli studiosi della materia, e, per non farla lunga, riguardo la preparazione della classe politica sino ai primi anni 60 del secolo scorso, basta dare uno sguardo ai nomi altisonanti per meriti culturali e/o sociali che circolavano sia alla Camera che al Senato in quegli anni.
Replicherà che, oggi, in politica, non esistono più personaggi come quelli che ho appena citato, ed ha perfettamente ragione, ma esitono tuttavia, seppure relegati in ambiti operativi lontani dalla Politica, - penso alle Università, alle professioni, all'impegno nel sociale - uomini davvero preparati, onesti e capaci.
Ricordo perfettamente che, quando il luogo di preparazione alla Politica erano le direzioni di Partito, l'intervento di una personalità ed il suo contributo alla determinazione della linea politica, era un arricchimento per tutti i giovani ed un monito per i meno giovani. Oggi il web, dove per dirla con Eco il parere di un avventore del bar ed un premio nobel si confondono, il Partito Politico è solo lo strumento che consente al Segretario, che lo ha conquistato, di distribuire prebende agli yes men che ha al seguito, specializzati nella giustificazione di qualunque corbelleria egli abbia annunciato, o peggio, già posto in essere.
Dunque, l'errore che abbiamo commesso e che non smettiamo di commettere alzando sbarramenti e rendendo la vita impossibile a chiunque voglia dar vita ad una iniziativa politica seria, è quello di immaginare debbano esistere pochi Partiti politici in nome della governabilità.
Da quando questa è l'aria che tira, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: Presidenti del Consiglio che trovano il tempo di intrattenersi con donnette da avanspettacolo, oppure di cotanto buon senso che, per seguire la moda, si presentano a riunioni fra statisti con pantaloni che terminano quasi sopra la caviglia... Ministri a volte inadatti persino a svolgere il ruolo di amministratore di un condominio, seggi parlamentari occupati in massima parte da peones che mai potrebbero intervenire su qualcosa di serio senza leggere qualcosa scritto da altri, Governatori di Regione che nell'esercizio del potere non mancano di dar adito al sospetto d'essere diretti dalle particolari inclinazioni sessuali più che dal buon senso, e Sindaci che, pur di andare sui giornali, inventano linee tranviarie che, dopo avere sottratto spazio vitale alla viabilità, risultano tanto inutili da non suscitare interesse neppure fra i borseggiatori, e corsie per bicicletta sui marciapiede che, in quanto ad ingombro e pericolo, è come consentire l'atterragio di un jumbo jet su di una portaerei: il tutto per lasciare imperitura traccia della impavida battaglia contro l'uso dell'autovettura.
Il fatto che poi l'unico mercato in crescita sia proprio quello delle auto, conferma solo che l'esercizio della democrazia è cosa troppo seria e che senza il controllo politico dei Partiti sui propri rappresentanti si può finire cucinati a fuoco lento per il piacere di ormai troppi egocentrici che hanno il solo desiderio di stare sempre al centro dell'universo, anche a costo di distruggerlo.
Con viva cordialità

Pasquale Dante - Liberale - agoraliberale@tiscali.it
lettera inviata il 13 giugno 2017