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Lettere al QdS
Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Oggetto:A proposito di garanzia politica in ottica "giovanile" 

Quanto succede quando si parla di "Garanzia giovani" e relativo fallimento?. Il progetto, non riguarda il solo mondo imprenditoriale.
Anche in politica si registra un fenomeno, a proprio uso e consumo, simile alla "Garanzia" e che garantirà a differenza del primo una prospettiva di crescita e di rinnovamento della classe dirigente. Sia ben inteso, ed è cosa acclamata, secondo quanto assistiamo in questo mondo, da sempre costellato di mezze figure che contribuiscono a rafforzare quel malcostume che mena a campare da una vita sistemando parenti, amici ricorrendo ad alchimie gestionali con la creazione di enti e posizioni del tutto evanescenti.
Le formazioni giovanili storiche, delle quali anch?io facevo parte, sono scomparse o in cattiva salute, e così, per gli under 28, che vogliono avvicinarsi alla vita politica si inventano nuove forme di partecipazione. E' quanto sostengono Marco (13 anni) e Arianna (15 anni). Sono solo alcuni di questi e rappresentano il futuro.
Leggo: "requisito minimo di iscritti necessario per poter svolgere i congressi, di cui al precedente comma, possono essere decise dal Coordinamento Nazionale, anche su proposta del Coordinatore Regionale di competenza"
Qualità richiesta, dote o condizione necessaria per conseguire uno scopo, non esiste. Si parla solo di Statuti, regolamenti, documenti organizzativi che richiedono una età compresa fra 14 e 28 anni, l'appartenenza all'organizzazione giovanile che comporta l'esercizio del diritto di elettorato attivo e passivo, il diritto di elettorato attivo (ovvero il diritto di voto) e il diritto di elettorato passivo (ovvero il diritto di assumere cariche elettive) ed il numero degli iscritti (solo 10 per i comuni di media densità). Questo quanto basta secondo la norma regolamentale a livello locale, salvo il livello nazionale e regionale, perciò intendo piccoli Comuni, come quelli della nostra Calabria che in tanti la costellano a differenza di altre regioni dove, per densità, sono più consistenti vista la situazione geo-morfologica differente dalla nostra in questa terra, per usare un eufemismo: "selvaggia". Mi chiedo se il sistema di gestione dell'accessibilità relazionale, per guidare e tenere sotto controllo un'organizzazione, è stato considerato dai partiti politici in tema di politiche nell'individuare giovani capaci ed in possesso della giusta personalità in grado di garantire una prospettiva di crescita e di rinnovamento della classe dirigente. Credo che in alcuni comuni, le forze politiche, si saranno espresse in modo formale per dare al loro quadro un assetto completo a prescindere dalla qualità degli "eletti" (titolo di studio, partecipazione a master, pubblicazioni). Ciò ha fatto sì, che alcuni giovani incompetenti, ignoranti e presuntuosi, almeno da quello che leggo, vedo e sento, si trovino a rivestire la carica di responsabili del coordinamento giovanile per rappresentasi in futuro sotto ben altre spoglie. I nostri coordinatori nazionali avrebbero fatto bene a dare una occhiata a "Le radici della bioetica" in cui è puntualizzato che, prima di agire, è bene garantire che il braccio sia collegato al cervello. Ciò, a mio modesto parere, servirà ad arricchire un curriculum fatto ad hoc per inetti e ruffiani in attesa di una sistemazione a livello pubblico.
Ecco, questa me la chiamano "Garanzia politica".
A 64 anni mi chiedo a cosa andrò incontro.
lettera inviata il 17 ottobre 2017