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Lettere al QdS
Autore:contrattista regionale
Email:buonprin1960@libero.it 
Oggetto:Rispetto per disoccupati e precari 

Assisto ogni giorno sempre più avvilita al forum in atto sulla questione
della stabilizzazione dei precari della regione Sicilia.
In quanto parte in causa ho inviato un primo commento mosso dalla
rabbia. Con gioia ho osservato intanto che alcuni termini quali “inutili”
sono stati trasformati in termini quali “eccedenti la normale dotazione
organica”. Sono perplessa nel constatare che "si presume" ancora che
i precari siano stati assunti per “chiamata diretta”. Al riguardo voglio
ancora puntualizzare che la categoria dei c.d. articolisti ex art. 23 L.
67/88, che comprende circa 4500 di questi precari, nasce da SELEZIONI
PUBBLICHE.
Ma la questione che voglio porre è un’altra e nasce dall’osservazione
delle proteste che pervengono da tutte le parti chiamate in causa. La
mia rabbia si è trasformata in avvilimento perché osservo che la miccia
accesa da questo Giornale non ha fatto altro che scatenare una guerra
tra poveri (precari della regione Sicilia, degli enti locali, della formazione,
della scuola, cassintegrati, disoccupati di lunga durata, giovani in cerca
di prima occupazione) e, da una lettura approssimativa, ci si rende
conto che è tutta la parte più scolarizzata della società (diplomati e
laureati). EÂ’ legittima la rabbia di ognuna di queste parti che si vede
privata del futuro.
Ma allora mi chiedo: perché intavolare un forum sulla legittimità o meno di
una stabilizzazione scatenando solo faziosità, esasperazioni d’animo,
insulti reciproci tra gente ugualmente frustrata, ugualmente arrabbiata,
ugualmente avvilita? non dovrebbero limitarsi i giornalisti a dare notizie,
senza manipolarle, nel rispetto di chi la situazione della disoccupazione
o della precarietà la vive in prima persona?
E'’ più opportuno cercare di risalire alla vera causa di tutto questo che
evidentemente è solo la mancanza di responsabilità dei nostri politici i
quali non hanno fatto altro che rimandare alle generazioni future la
soluzione di mali che si trascinano da decenni.
lettera inviata il 11 ottobre 2010