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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Salvatore Maranzano
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Oggetto:Lavoratori in nero l'Inps aumenta i controlli 

Caro Direttore, la crisi economica spinge i datori di lavoro siciliani a utilizzare lavoratori in nero, senza versare i contributi all’Inps. È una lotta senza quartiere tra trecento funzionari di vigilanza dell’Ispettorato del lavoro e carabinieri “tutela del lavoro”da una parte e imprese illegali dall’altra, una lotta basata su controlli a insediamenti industriali e attività varie per monitorare e contrastare le diverse “patologie” del panorama lavorativo in Sicilia.
I dati di questa “guerra” sono allarmanti. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire nel 2009 ben 336.875 lavoratori non in regola dal punto di vista contributivo. Secondo il terzo rapporto UIL nelle nove provincie dell’Isola i lavoratori in nero sono così distribuiti: Palermo 77.239, Catania 71.284, Messina 43.896, Siracusa 25.696, Ragusa 26.552, Agrigento 32.026, Trapani 29.632, Caltanissetta 18.324, Enna 12.226.
In Sicilia il 9,8 per cento delle unità di lavoro irregolare di concentra nell’agricoltura, facendo registrare un peso analogo a quello rilevato a livello nazionale (9,8 per cento); il 20 per cento è impegnato invece nell’industria (di cui l’8,5 per cento nel comparto manifatturiero e l’11,5 per cento nelle costruzioni) valori sensibilmente maggiori di quello registrato a livello nazionale (13,7 per cento); il restante 70 per cento delle unità di lavoro è infine concentrato nei servizi che rappresentano il settore maggiormente esposto alle irregolarità (Italia 76 per cento).
L’evasione dei contributi riguarda sia i lavoratori privi di matricola sia quelli dell’evasione parziale in cui il datore di lavoro paga per intero la remunerazione dovuta ai dipendenti ma ne denuncia un importo minore.
C’è poi una forma diffusissima di frode largamente usata dalle imprese in regola con i contributi ed è quella di fare lavorare il personale ben oltre l’orario stabilito dai contratti di lavoro senza pagare lo straordinario e quindi senza versare i relativi oneri previdenziali.
Una forma di lavoro nero in declino, stante il momento difficile che attraversa l’economia siciliana, è quella che riguarda i “fringe benefit” vale a dire i benefici usufruiti, oltre allo stipendio, da alcuni dipendenti come ad esempio l’uso personale della macchina aziendale, i contributi sull’affitto dell’abitazione e il premio di rendimento extra busta paga.
Non sempre queste agevolazioni vengono regolarmente denunciate: un sistema che riguarda una fascia privilegiata di lavoratori (quelli con reddito più alto) ma che deve comunque considerarsi alla stregua delle altre irregolarità sul fronte del lavoro e della evasione.
Che si può fare per frenare il fenomeno del lavoro nero in Sicilia? Giuseppe Savelli, dirigente responsabile dell’area vigilanza della sede regionale dell’Inps non ha dubbi e dichiara: “Per reprimere il lavoro nero bisogna intensificare l’attività ispettiva coordinata con le altre realtà che si occupano di questo problema: guardia di finanza, carabinieri, ispettorato del lavoro.
Salvatore Maranzano, Palermo
lettera inviata il 27 ottobre 2010