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Lettere al QdS
Autore:Valerio Lauricella
Email:valeriolauricella@libero.it 
Oggetto:Politica 

LÂ’aurea mediocritas della politica italiana
Il mondo della politica si è caratterizzato, in particolar modo negli
ultimi anni, dalla presenza di personaggi politici mediocri, che hanno
distrutto il concetto e lÂ’ideale di fare politica di un certo livello.
La selezione, o presunta tale, che oggi avviene della classe dirigente
a tutti i livelli, non è altro che una scelta di comodo o di
convenienza, che non tiene conto della preparazione e della
professionalità di chi andrà a ricoprire quei ruoli politici.
L’amaro risultato è che nei vari consigli comunali, provinciali,
regionali e quindi anche in parlamento, ci ritroviamo una pletora di
semi-ignoranti che si vantano di poter garantire un futuro politico
roseo ad unÂ’Italia ormai in ginocchio.
I giovani, o usando una definizione a mio modo di vedere triste: le
nuove generazioni, sono stati negli anni condannati ad accettare delle
condizioni di vita che loro non si sono né scelti né hanno avuto modo
di modificare, perché non ritenuti idonei a farlo fino ad una certa
soglia di età minima di 30/40 anni.
Il problema della società italiana è in primo luogo la
radicalizzazione e la chiusura verso chi, con nuove idee, poteva dare
un apporto significativo per costruire un presente oramai
caratterizzato dalla globalizzazione, da internet,
dallÂ’internazionalizzazione dei mercati e da una serie di nuovi
fattori che vedono lÂ’Italia indietro di un secolo.
A maggior compendio di quanto già detto, basti guardare l’età media di
coloro che ricoprono posti di potere (manager, professori
universitari, banchieri, politici, ecc.), età media che nelle altre
nazioni d’Europa è di gran lunga più bassa.
Il sistema universitario italiano è vecchio ed obsoleto, non solo
perché ci sono le così dette baronie e i clientelismi vari, ma perché
formano uno studente universitario con una preparazione prettamente
nozionistica e con una carriera che il più delle volte finisce sulla
soglia dei trent’anni; nelle altre parti del mondo, a parità di età,
quelli che qui in Italia si sono appena laureati là sono entrati nel
mondo del lavoro già da alcuni anni.
Si staÂ’ scherzando, anche a causa di leggi di riforma mai
coraggiosamente approvate, su un futuro mondo del lavoro pregnato da
precarietà e mancante di quell’anello di unione che ci dovrebbe essere
tra la fine degli studi universitari e il mondo dellÂ’occupazione.
Siamo fuori tempo massimo per correggere il tiro con unÂ’azione
politica seria e riformatrice che porti lÂ’Italia ad essere competitiva
e coraggiosa quanto le altre nazioni.
Valerio Lauricella, 26 anni
lettera inviata il 12 gennaio 2011