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Arrestato vertice di Cosa nostra

CATANIA - Un uomo di spessore del clan “Santapaola-Ercolano” che dopo l’arresto del reggente di Cosa nostra a Catania, Francesco Santapaola, nell’aprile scorso nell’ambito dell’operazione “Kronos”, avrebbe accresciuto ulteriormente la sua posizione di “prestigio” ai vertici della mafia etnea.
È la valutazione della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania che ha portato al fermo, per associazione mafiosa, di Angelo Marcello Magrì, di 46 anni, fratello di Orazio, quest’ultimo indicato come “esponente di spicco dell’ala militare della cosca Santapaola-Ercolano”.
Il provvedimento restrittivo, convalidato due giorni dopo dal Gip che ha emesso un’ordinanza cautelare in carcere, è stato eseguito il 3 novembre scorso dai Carabinieri della sezione anticrimine del Ros di Catania e da militari del nucleo investigativo del comando provinciale del capoluogo etneo.
Dalle indagini dell’operazione “Kronos”, tra l’altro, sono emersi contatti tra Angelo Marcello Magrì e esponenti delle mafie di Mistretta e Caltagirone per contrasti nati tra i due gruppi per la gestione di un’estorsione che spettava a Cosa nostra di Palermo e Catania e che invece Maria Rampulla, sorella di Pietro l’artificiere della strage di Capaci, avrebbe trattenuto per sé.
Con Francesco Santapola avrebbe partecipato a un incontro con Antonio Giovanni Maranto, quest’ultimo in qualità di rappresentante di Cosa nostra palermitana, sulle “pretese avanzate dalla ‘famiglia’ etnea nei confronti di un assetto imprenditoriale proveniente dalla Sicilia Occidentale”.
08 novembre 2016
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