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Uno studente su quattro migra al Nord, sono 175 mila, in testa Sicilia e Puglia

Uno su quattro, tra gli studenti universitari che risiedono al sud, emigra verso le regioni settentrionali per studiare e arrivare alla laurea. E spesso il biglietto è di sola andata, perché in pochi, a ciclo di studi concluso, tornano a vivere a casa propria.
 
Lo sottolinea il rapporto Svimez che verrà presentato lunedì prossimo in Senato, dedicato ai flussi interni di quella che si può definire come una consistente migrazione accademica.
 
In termini quantitativi, dei 685 mila ragazzi meridionali iscritti a un corso di laurea nell'anno 2016-2017, sono circa 175mila quelli che hanno fatto la scelta di spostarsi dalla terra d'origine, la stragrande maggioranza, circa 153mila, per andare a studiare in un ateneo dell'Italia centrale e settentrionale.
 
Quelli che invece hanno fatto la strada in senso inverso, andando a studiare nel meridione, sono appena 18mila, nemmeno il 2%.
 
E' dunque consistente, con un trend in aumento, il trasferimento di giovani meridionali che vanno a studiare in università localizzate nelle regioni centrosettentrionali.
 
Lo studio della Svimez - l'associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno - ha calcolato che l'emigrazione studentesca causa, in termini di impatto finanziario, una perdita complessiva annua di consumi pubblici e privati di circa tre miliardi di euro.
 
"È evidente che la perdita di una quota così rilevante di giovani ha, già di per sé, un effetto sfavorevole sull'offerta formativa delle università meridionali - rileva il direttore Svimez, Luca Bianchi -. Ben più gravi, tuttavia, sono le conseguenze sfavorevoli che derivano dalla circostanza che, alla fine del periodo di studio, la parte prevalente degli studenti emigrati non ritorna nelle regioni di origine, indebolendo le potenzialità di sviluppo dell'area attraverso il depauperamento del capitale umano".
 
Le regioni meridionali con i maggiori flussi in uscita sono la Sicilia e la Puglia, con oltre 40 mila giovani che vanno al nord, ma e' fuga anche da Basilicata, Calabria e Molise. Il particolare, Svimez calcola che è di circa un miliardo annuo la minore spesa della Pubblica amministrazione nel Mezzogiorno dovuta alla iscrizione fuori circoscrizione degli studenti meridionali.
 
Lo scorso anno - in base ai calcoli degli esperti della Svimez - il reddito aggregato meridionale è risultato inferiore di circa 0,4 punti percentuali a quello che si sarebbe avuto trattenendo sul territorio, a casa loro, i 153 mila studenti emigrati.
 
 
23 giugno 2018
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