Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

L'Arcivescovo di Palermo accusato di non pagare gli arretrati alle dipendenti di un'Opera pia

"L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice si oppone, a mezzo dei suoi legali e del vice presidente dell'Opera Pia 'Cardinale Ruffini', al pagamento degli stipendi arretrati in favore dei dipendenti della stessa Opera Pia e oggetto di un decreto ingiuntivo concesso inizialmente dal Tribunale di Palermo".
 
Lo ha detto l'avvocato Nadia Spallitta, che difende tre lavoratrici dell'Opera Pia.
 
"Il presidente della sezione Lavoro - ha affermato l'avvocato - ha accolto l'opposizione dell'Arcivescovo, ritenendo sussistenti i gravi motivi dichiarati (difficoltà di recuperare le somme una volta pagate) e ha sospeso i pagamenti degli stipendi arretrati fino all'udienza fissata per il maggio 2019.
 
"Il drammatico risultato - ha aggiunto - è che queste tre lavoratrici, quasi sessantenni, in alcuni casi gravemente malate, senza stipendi da un anno e mezzo, licenziate da gennaio 2018, e senza alcuna copertura di ammortizzatori sociali, si ritrovano nell'impossibilità di sopravvivere e di affrontare, in alcuni casi, i costi per le spese mediche".
 
"Mi stupisce - detto ancora Nadia Spallitta - il comportamento sino a oggi assunto dall'Arcivescovo che, di fatto, ha messo in ginocchio dipendenti assolutamente incolpevoli e che, pur avendo la possibilità di attingere a enormi risorse della stessa Curia, conferisce mandato, attraverso il vice presidente dell'Opera Pia, a due legali per ogni dipendente (con i relativi costi) per opporsi al pagamento di somme tutto sommato contenute: 7-8 mila euro per ciascuna lavoratrice".
 
"Queste somme - ha sottolineato - avrebbero consentito a queste lavoratrici, per qualche mese, una pausa di serenità".
 
"Presenterò al presidente della sezione Lavoro - ha concluso l'avvocato - un'istanza di anticipazione dell'udienza, vista l'impossibilità, per alcune delle lavoratrici, di affrontare le spese mediche per curarsi. Continuo a confidare in un mutamento di posizione dell'arcivescovo affinché incontri le lavoratrici e risolva la questione non a mezzo di strumenti legali, ma applicando i canoni umanitari e cristiani".
 
17 luglio 2018
News
Sicilia 24 ore
Dall'Italia
Il mondo con un click

Ambiente
Cronaca
Cultura
Economia
Giustizia
Lavoro
Politica
Sanità
Sindacati
Società
Sport
Trasporti
Turismo
Università