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L'Arcivescovo di Palermo accusato di non pagare gli arretrati alle dipendenti di un'Opera pia

"L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice si oppone, a mezzo dei suoi legali e del vice presidente dell'Opera Pia 'Cardinale Ruffini', al pagamento degli stipendi arretrati in favore dei dipendenti della stessa Opera Pia e oggetto di un decreto ingiuntivo concesso inizialmente dal Tribunale di Palermo".
 
Lo ha detto l'avvocato Nadia Spallitta, che difende tre lavoratrici dell'Opera Pia.
 
"Il presidente della sezione Lavoro - ha affermato l'avvocato - ha accolto l'opposizione dell'Arcivescovo, ritenendo sussistenti i gravi motivi dichiarati (difficoltà di recuperare le somme una volta pagate) e ha sospeso i pagamenti degli stipendi arretrati fino all'udienza fissata per il maggio 2019.
 
"Il drammatico risultato - ha aggiunto - è che queste tre lavoratrici, quasi sessantenni, in alcuni casi gravemente malate, senza stipendi da un anno e mezzo, licenziate da gennaio 2018, e senza alcuna copertura di ammortizzatori sociali, si ritrovano nell'impossibilità di sopravvivere e di affrontare, in alcuni casi, i costi per le spese mediche".
 
"Mi stupisce - detto ancora Nadia Spallitta - il comportamento sino a oggi assunto dall'Arcivescovo che, di fatto, ha messo in ginocchio dipendenti assolutamente incolpevoli e che, pur avendo la possibilità di attingere a enormi risorse della stessa Curia, conferisce mandato, attraverso il vice presidente dell'Opera Pia, a due legali per ogni dipendente (con i relativi costi) per opporsi al pagamento di somme tutto sommato contenute: 7-8 mila euro per ciascuna lavoratrice".
 
"Queste somme - ha sottolineato - avrebbero consentito a queste lavoratrici, per qualche mese, una pausa di serenità".
 
"Presenterò al presidente della sezione Lavoro - ha concluso l'avvocato - un'istanza di anticipazione dell'udienza, vista l'impossibilità, per alcune delle lavoratrici, di affrontare le spese mediche per curarsi. Continuo a confidare in un mutamento di posizione dell'arcivescovo affinché incontri le lavoratrici e risolva la questione non a mezzo di strumenti legali, ma applicando i canoni umanitari e cristiani".
 
17 luglio 2018
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