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Borsellino: Ingroia, fu strage di Stato. E torna a parlare di Contrada

"La strage di via D'Amelio fu una strage di Stato. Lo diciamo da anni e ora lo dice anche una sentenza".
 
Lo ha detto l'ex pm Antonio Ingroia intervenendo all'iniziativa "Paolo Borsellino: pezzi mancanti di una strage annunciata".
 
La manifestazione è stata organizzata dalla rivista Antimafia 2000 in occasione delle manifestazioni per il 26esimo anniversario dell'eccidio costato la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta.
 
L'ex magistrato ha fatto riferimento alle motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater in cui si afferma che le inchieste sull'attentato furono frutto di uno dei depistaggi più clamorosi della storia giudiziaria del Paese.
 
"Se lo Stato si è mosso per coprire qualcosa - aggiunge - non l'ha fatto certo per coprire le responsabilità dei mafiosi, ma per coprire se stesso".
 
Ingroia, poi, ha ricordato quando fu convocato dall'ex capo dei pm di Caltanissetta Tinebra, poi morto, e, nel corso delle indagini sulla strage, gli parlò dei sospetti su Bruno Contrada, ex capo della Mobile poi condannato per concorso in associazione mafiosa.
 
"Mi disse che ci saremmo rivisti dopo qualche settimana per verbalizzare - spiega - io mi fidai, oggi sappiamo che Tinebra invece di andare a fondo su Contrada gli delegò parte delle indagini sulla strage".
 
"Con la decisione di sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato il Quirinale ha compiuto un atto eversivo e ha additato i magistrati come nemici dello Stato con cui non si doveva collaborare".
 
Ingroia si riferisce alla vicenda delle intercettazioni delle conversazioni tra l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e l'ex ministro Nicola Mancino durante le indagini sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.
 
La Consulta bocciò l'azione della procura di Palermo e ordinò la distruzione della telefonate.
 
"Dopo il sollevamento del conflitto - ha aggiunto - si sono spente tutte le fonti di prova, si sono esauriti ritorni di memoria degli smemorati di Stato, nessun collaboratore ha più parlato".
 
Ingroia ha parlato infine di una verità incompiuta, nonostante le sentenze, sulle stragi del '92.
18 luglio 2018
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