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Corruzione: confiscati oltre due milioni di euro di beni a imprenditore agrigentino Rampello

Il Tribunale di Agrigento sezione misure di prevenzione, su proposta del Questore agrigentina, ha emesso un provvedimento di confisca di numerosi immobili, vetture, rapporti finanziari e impianti di produzione di energia rinnovabile di proprietà o nella disponibilità di Daniele Rampello.
 
Rampello, 51 anni, già condannato dalla Corte di Appello di Palermo con sentenza irrevocabile per il reato di usura è imputato per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di corruzione, falso e truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
 
Il valore approssimativo dei beni ammonta a circa 2,2 milioni di euro.
 
La misura arriva dopo mirati accertamenti patrimoniali effettuati dal personale dell'ufficio misure di prevenzione patrimoniali della locale divisione polizia anticrimine.
 
Daniele Rampello è considerato l'ideatore e l'organizzatore di un ampio sistema corruttivo, smantellato poco più di quattro anni fa grazie alle indagini della locale Digos, coordinate dalla Procura di Agrigento.
 
L'operazione degli uomini della Digos di Agrigento era stata come noto ribattezzata "La carica dei 104" ed aveva permesso l'arresto di 13 persone con l'accusa di associazione a delinquere, falso ideologico, truffa e corruzione.
 
Cinque persone erano finite in carcere mentre 8 ai domiciliari.
Le indagini avevano consentito di accertare responsabilità penali a carico di medici, paramedici, autisti di ambulanze, anziani e gente comune che pagava somme di denaro per ricevere false certificazioni al fine di percepire le agevolazioni della Legge 104 o il "semplice" assegno di pensione.
 
In sostanza, grazie alla complicità di questi pubblici impiegati infedeli, due diversi gruppi criminali riuscivano a fare ottenere le certificazioni necessarie a falsi invalidi.
 
Le riprese video, effettuate durante le indagini, dimostravano e smascheravano più di una situazione grottesca: paralizzati che improvvisamente si mettevano a camminare o gente che arrivava in ambulanza e che dopo essere stata sottoposta alla visita medica, scendeva e andava via sulle proprie gambe.
 
Alcune immagini mostravano inoltre un medico che, dopo aver eseguito personalmente l'esame spirometrico, rilasciava al paziente una falsa attestazione relativa ad una patologia inesistente.
25 luglio 2018
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