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Mafia: Mattarella ricorda Chinnici, la figlia Caterina, indagare sui punti oscuri

Un messaggio di cordoglio è stato inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai familiari "Nel trentacinquesimo anniversario del vile attentato in cui persero la vita il giudice Rocco Chinnici, gli addetti alla sua sicurezza, il maresciallo Mario Trapassi e l'appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi".
 
"Le elevate qualità professionali - continua la nota -, l'abnegazione e l'alto senso dello Stato consentirono a Rocco Chinnici di dirigere l'ufficio istruzione del Tribunale di Palermo con fermezza, equilibrio e rigorosa coerenza. A lui si deve l'avere intuito in tutta la loro pericolosità le connessioni della mafia con l'alta finanza, la politica e l'imprenditoria, e l'aver promosso inedite strategie investigative, fondate sulla collaborazione fra i magistrati che svolgevano le indagini sul fenomeno. Il ricordo dell'appassionato impegno, umano e professionale, di Rocco Chinnici nel difendere le istituzioni e i cittadini dalla violenza e dalle vessazioni della criminalità organizzata resta indelebile nella memoria di tutti e rappresenta un prezioso e costante stimolo per la crescita della coscienza civile e della fiducia nello stato di diritto".
 
"Il suo esempio - conclude il Capo dello Stato - esorta a rinnovare quotidianamente l'impegno nel contrasto ad ogni forma di mafia, con il medesimo rigore e la stessa determinazione che hanno contraddistinto il suo agire. E' con tale spirito che sono vicino a tutti i familiari delle vittime dell'attentato, rinnovando i sentimenti di gratitudine dell'intero Paese".
 
A margine della cerimonia che ha ricordato l'eccidio di via Pipitone Federico l'eurodeputata del Pd Caterina Chinnici, figlia del magistrato ucciso dalla mafia, ha detto: "Ci sono tanti processi che si sono sviluppati nell'arco di 30 anni arrivando ad una sentenza di condanna definitiva dei responsabili anche se rimane ancora qualche aspetto non del tutto chiarito. Adesso c'è stata la desecretazione e la pubblicazione degli atti del Csm vedremo se ci saranno elementi che ci consentiranno di chiarire anche i punti oscuri".
 
"Quello che è rimasto di maggiore incertezza - ha sottolineato Caterina Chinnici - sono le telefonate del confidente della polizia che fecero parte di una parte di processi, ma poi non ci furono ulteriori approfondimenti".
 
Il confidente libanese Bou Chebel Ghassan, preannunciò la strage di via Pipitone Federico e non fu preso sul serio.
 
Disse che la mafia per eliminare un poliziotto o un magistrato avrebbe utilizzato il metodo libanese dell'auto bomba.
29 luglio 2018
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