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Razzismo: senegalese picchiato, fermato aggressore, Arcivescovo condanna gesto

I Carabinieri hanno rintracciato e portato in caserma uno degli aggressori del ragazzo senegalese di 19 anni picchiato e insultato, tre giorni fa, mentre serviva ai tavoli in un bar a Partinico (Pa).
 
Il migrante che si trova in una comunità nel comune in provincia di Palermo, era stato aggredito da un gruppo di giovani.
 
"Vattene nel tuo paese, sporco negro", gli hanno urlato come ha riferito la vittima ai militari.
 
Dopo le indagini i carabinieri sono risaliti a uno dei giovani che ha preso parte al pestaggio lo hanno fermato e lo stanno interrogando.
 
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva minimizzato l'episodio e questo ha suscitato diverse reazioni, compresa quella dell'Arcivescovo di Monreale.
 
"Esprimo la solidarietà nei confronti di questo fratello aggredito, come esprimo la più ferma condanna nei confronti di quest'atto di razzismo, di xenofobia" ha detto monsignor Michele Pennisi.
 
"L'atteggiamento dei cristiani - ha scritto il prelato in una nota - e di tanti uomini di buona volontà in Sicilia è caratterizzato dall'accoglienza, dalla protezione umanitaria, dalla promozione della persona umana, dall'integrazione nel territorio e nella nostra cultura. Basti pensare ai soccorsi agli immigrati da parte dei pescatori, dei militari, dei medici, dei volontari, della Caritas, delle associazioni A coloro che sono sbarcati nelle nostre coste il nostro compito di cristiani è quello dell'accoglienza, del prendersi cura, vincendo il muro dell'indifferenza, con lo stile del buon samaritano. Siamo chiamati a fare sempre il primo passo, a guardare chiunque bussa alla nostra porta ricordando Gesù: 'Ero straniero mi avete accolto'".
 
"È necessario allora - ha aggiunto - una rivoluzione culturale, lavorare moltissimo sull'educazione e sulla cultura dell' incontro, fornendo dati reali, per creare una globalità umanizzata e umanizzante".
 
Proprio in questi giorni il parroco di Santa Caterina in Partinico (dove è avvenuta l'aggressione) si trova in Africa con un gruppo di volontari, in Tanzania, "per aiutare - ha detto Pennisi - quelle persone sul posto, sia attraverso l'evangelizzazione che attraverso opere di promozione umana e sociale, per far sì che ci sia uno sviluppo e un'attenzione a queste persone, anche in Africa".
 
 
 
29 luglio 2018
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