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Savona: ex agente della scorta di Falcone soffocato dal fumo di un incendio, si era salvato dall'attentato di Capaci per un cambio di turno

Walter Cucovaz, ex poliziotto e ex membro della scorta di Falcone, è morto soffocato dal fumo mentre il fuoco divorava l'appartamento al terzo piano di via delle Ferriere, nel quartiere savonese di Legino.
 
A dare l'allarme è stata una vicina che ha sentito prima l'odore acre del fumo che poi ha visto uscire da sotto la porta dell'appartamento di Cucovaz.
 
I Vigili del fuoco sono arrivati immediatamente ma per l'uomo, che aveva 57 anni, non c'è stato nulla da fare. E' stato trovato morto nel suo letto.
 
Con tutta probabilità a appiccare il fuoco è stata una sigaretta.
 
Cucovaz era molto noto nel savonese: giovanissimo, aveva fatto parte della scorta del giudice Falcone ed era scampato alla strage di Capaci perché la mattina del 23 maggio 1992 era smontato alle 7 dal servizio in tribunale e non era di scorta come in precedenza previsto.
 
Dopo le stragi, era stato trasferito più volte sempre nel nucleo scorte, a Bergamo e poi a Venezia.
 
La protezione era la sua specialità: era stato addestrato alla scuola di polizia giudiziaria, amministrativa e investigativa (Pol.g.a.i.) di Brescia al reparto scorte, si era specializzato in guida veloce, karate, judo, tiro al bersaglio e aveva seguito un addestramento specifico alla protezione delle persone. Nel 1983, all'età di 22 anni, era stato destinato a Palermo in servizio effettivo ed era stato inserito nella effettiva protezione dei magistrati Falcone e Borsellino.
 
Successivamente era stato trasferito in Lombardia al nucleo scorte durante i processi alle Brigate rosse, aveva partecipato alla protezione personale durante alcuni summit di capi di Stato e, infine, aveva fatto la scorta all'allora presidente di Confindustria Pininfarina. Ma il tempo passava e Cucovaz non dimenticava chi era stato e come il caso l'avesse fatto scampare alla strage. Tutto questo, sommato alla solitudine e in seguito al suicidio di un poliziotto che considerava uno dei suoi più cari amici, l'aveva fatto cadere in una profonda depressione.
 
Viveva solo e sempre più depresso, un combinato disposto che può portare alla disperazione. Forse, è l'ipotesi, ha bevuto e poi si è messo a letto. Si è addormentato, probabilmente fumando una sigaretta.
 
La combustione del materasso avrebbe generato un fumo venefico che l'ha ucciso.
02 gennaio 2019
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