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Regione: manovra finanziaria, tecnici Ars sollevano dubbi. Informazioni carenti, entrate tributarie aleatorie

Relazioni tecniche "carenti di informazioni" sugli "aspetti finanziari delle norme" e sulle "modalità di copertura delle spese", che "rende complicato un esame approfondito delle singole questioni e del loro effettivo impatto sulle finanze della Regione".
 
E ancora: "Qualche perplessità desta la valutazione dell'andamento delle entrate tributarie" (12,28 mld si previsione) che "non appaiono perfettamente connesse all'andamento dei dati macroeconomici ed agli accordi con lo Stato ed alla valutazione dell'impatto della nuova regolamentazione che intende introdursi con la coeva legge di stabilità".
 
E' quanto rileva il Centro studi dell'ufficio bilancio dell'Assemblea siciliana dopo avere esaminato i documenti finanziari depositati dal governo Musumeci e all'esame della commissione Finanze dell'Ars. I tecnici evidenziano, inoltre, "la bassa incidenza della spesa di investimento (generante sviluppo) rispetto alla spesa corrente: 9,3% a fronte del 70,79%.
 
Ma mentre "per quanto riguarda gli aspetti concernenti gli oneri e gli impegni finanziari della Regione, la nota integrativa presenta una dettagliata situazione riguardante i derivati: certamente - scrivono i tecnici - si desume la rilevante onerosità delle operazioni" ma "appare utile che il governo regionale chiarisca, ove presente nelle singole operazioni, il meccanismo di incidenza sul debito delle operazioni swap capitale".
 
 
Riguardo "l'elenco degli organismi ed enti strumentali, anche in considerazione della loro rilevanza quantitativa sui flussi finanziari regionali, nell'evidenziare che nei documenti finanziari 2019-2021 non si rintraccia attività consequenziale rispetto alle previsioni del Defr", tecnici sottolineano che "tale universo è composto" da 161 enti, dei quali 58 in liquidazione, 8 centri di ricerca (2 consorzi), 12 consorzi di bonifica, dieci enti parco e dieci Iacp.
10 gennaio 2019
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