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Emissioni Co2, in Sicilia sfora 1 impianto su 2
di Rosario Battiato

Ambiente. Studio internazionale sugli impianti produttivi.
Obblighi. In Italia soltanto Lazio, Sardegna e Puglia fanno peggio della Sicilia sullo sforamento dei limiti di emissioni imposti dall’Ue nel settore produttivo: 20 attività sulle 43 aventi obbligo.
La salute. Le conseguenze riguardano anche lo stato di salute degli abitanti, considerato inoltre che l’industria pesante ha inquinato i siti già a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso.

Tags: Inquinamento



PALERMO - Uno studio europeo realizzato dalla società di consulenza Ecoway mette in guardia: se da un lato l’Italia è riuscita a ridurre il carico inquinante degli impianti industriali, raggiungendo il -3 per cento di emissioni, la Sicilia resta il tallone d’Achille della penisola, registrando addirittura un aumento di CO2 del 13 per cento.
Nella Sicilia delle raffinerie e degli impianti termoelettrici non stupisce che su 43 impianti presenti e sottoposti alla normativa ben 20 producano un surplus di emissioni: quasi uno su due. Certo, non siamo soli, in quanto anche Lazio, Sardegna e Puglia non sono riuscite a ridurre le emissioni, ma siamo anche lontani anni luce dai risultati ottenuti in Lombardia e Veneto.
Come se non bastasse, questo sforamento (che va a discapito dei cittadini) può costare alle imprese fino a 250 milioni di euro di sanzioni europee. (continua)

Articolo pubblicato il 22 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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