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Quotidiano di Sicilia

Agricoltura: progetti, fondi e infinite attese
di Giuliana Gambuzza

Le iniziative finanziate con i fondi Ue 2000-2006 sono rimaste incomplete o non operative. Dilatati i tempi di consegna. Il sistema di riuso delle acque reflue in ambito agricolo bloccato per “avversità meteorologiche”

Tags: Agricoltura, Economia, Feoga, Unione Europea



CATANIA - Per millenni la nostra isola ha vissuto di essa. Praticarla significava condurre un certo tipo di esistenza, sobria, lenta, votata al culto della famiglia prima ancora che della religione. Anzi, “il” tipo di esistenza, associato addirittura a una specifica forma di saggezza, quella contadina.

Col tempo le condizioni di mercato hanno cambiato il volto dell’agricoltura, fino a farla sembrare l’attività degli irriducibili che, costi quel che costi, non rinunciano alla loro terra, o di un ramo dell’imprenditoria che considera il ritorno al passato più che altro una sciccheria.

Chiaro che gli aiuti nazionali ed europei non sono mancati. Ma non sempre sono stati sufficienti, né mirati. Né sfruttati bene dal beneficiario. Così, tra i progetti finanziati con il fondo Ue 2000-2006 eppure rimasti incompleti o non operativi, elencati nel Rapporto regionale di esecuzione, non mancano quelli finalizzati più o meno direttamente alla ripresa del settore.
Si tratta di interventi che rientrano, oltre che nello specifico programma FEOGA, anche nel primo obiettivo del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), “Tutela e valorizzazione delle risorse naturali”.

Un esempio? Il riuso delle acque reflue in agricoltura, che raggiunge spesso cifre a sei zeri. Come a Corleone (PA), dove il relativo piano, del valore di 4 milioni di euro, è rimasto interrotto nei primi mesi del 2010 “per avverse condizioni meteorologiche”, rendendo necessaria una perizia di variante “di cui si aspetta l’approvazione in linea tecnica per leggere le motivazioni”, è riportato ancora nel documento firmato dal dipartimento regionale della Programmazione. Per inciso, non è raro che questi provvedimenti contengano la richiesta di ulteriori somme.

È successo anche a Mazzarrone, il paesino del catanese in cui è stata rinviata di quasi un anno la consegna di un’opera avviata per lo stesso motivo, stimata un milione e mezzo di euro. Mentre tornando nel palermitano, a Borgetto, nell’ottobre del 2009, dopo una proroga di sette mesi, i lavori vengono sospesi. Risultato? Oltre un anno di ritardo, per lo meno stando alle previsioni. Ritardo che sembra coinvolgere anche i pagamenti che, al 30 giugno del 2009 (termine ultimo per certificare le spese in Commissione Europea), erano fermi a 400 mila euro su un totale di 1 milione e 800 mila.

A Scicli (RG), invece, nel corso dei lavori di realizzazione della rete fognaria e dell’impianto di depurazione, il prezzo iniziale, pari a 8 milioni di euro circa, è lievitato di 165.395 euro, pari al 2,75% dell’importo contrattuale, “per sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari nella parte che riguarda l’impianto di depurazione ai fini del riutilizzo agricolo del refluo”.
Non solo: anche i tempi di attuazione si sono allungati. Facciamo due conti. Accanto alla dicitura “data di ultimazione prevista dal contratto di appalto” c’è scritto “12 mesi dalla consegna dei lavori” e questa è avvenuta a gennaio 2003. Va bene, è stata solo “parziale”, ma ciò basta davvero a fissare a settembre 2006 la nuova scadenza per il completamento e a giugno 2008 quella per la messa in operatività?
 


Feoga: i progetti approvati sono quanto quelli sospesi
 
Quanto al FEOGA (Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia Agricola), analizzando il quadro di sintesi che integra il Rapporto Finale di Esecuzione, scopriamo che sono 190 i progetti la cui spesa è stata certificata al fine di ricevere i finanziamenti dell’Unione. Ma “il numero ricomprende anche – si precisa in una nota a margine dell’allegato – progetti sostanzialmente completi sotto il profilo fisico ma non ultimati sotto il profilo procedurale (ad es. con operazioni di collaudo in corso di esecuzione) e progetti per i quali stralci finanziari marginali sono stati attribuiti a “risorse liberate” ovvero ai fondi di cui alla programmazione 2007-2013 (il ciclo successivo al Por 2000-2006, ndr)”. Quindi, la stima dei cantieri chiusi va di certo ridimensionata. Senza contare che, nel numero complessivo di piani ne sono inclusi ben 132 sospesi a causa di procedure amministrative e 7 a causa di procedure giudiziarie. Eppure erano stati stanziati rispettivamente 12 milioni e 1 milione e 300 mila euro di soli contributi comunitari. Dei cantieri sospesi per via amministrativa fa parte quello per la riduzione dell’erosione nel comune di Patti (ME); delle opere sospese per via giudiziaria due opere di viabilità interaziendale, pagate già quasi un milione di euro l’una. Mentre è doppietta di infrazioni per l’avvio di tre società di consulenza aziendale.

Articolo pubblicato il 05 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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