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Quotidiano di Sicilia

Progetto Pdl-Pid per il dopo-Lombardo
di Raffaella Pessina

Cinque Ddl ingolfati all’Ars e la riforma del regolamento passata in coda. Leontini (capogruppo Pdl): “Guardiamo pure a Grande Sud”

Tags: Innocenzo Leontini, Raffaele Lombardo, Ars, Antonello Cracolici



PALERMO - Tutto rinviato a martedì prossimo a Palazzo dei Normanni. La seduta di mercoledì scorso infatti no ha avuto un seguito soprattutto per la richiesta di Antonello Cracolici (Pd) e Fabio Mancuso (Pdl) che hanno chiesto una verifica in sede di capigruppo sui punti del disegno di legge sulle modifiche del regolamento all’esame dell’Aula condivisi dalle forze politiche. La seduta infatti è ripresa successivamente e l’Ars ha approvato il passaggio agli articoli del ddl ‘blocca nomine’, incardinando di fatto il documento e rinviato la discussione generale alla prossima settimana.

Il termine per presentare gli emendamenti è stato fissato per lunedì alle ore 12. Per il deputato Mpa e presidente della prima commissione, Riccardo Minardo, non è stato rispettato il regolamento interno, poiché i lavori sono stati conclusi in commissione con la soppressione dell’unico articolo che costituisce il testo di legge. Niente di fatto anche per il ddl sulle modifiche al regolamento interno dell’Ars: in particolare è stata stralciata la norma sull’innalzamneto del quorum per la richiesta del voto segreto perchè le forze politiche non hanno trovato un accordo nemmeno in sede di conferenza dei capigruppo, e lo stesso documento è finito in coda nell’ordine del giorno della prossima seduta.

L’Ars ha anche incardinato due disegni di legge: “Interventi per effettuare una nuova perimetrazione dei parchi e delle riserve” e “Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle Società di Mutuo Soccorso”. All’ordine del giorno della prossima seduta, vi saranno quindi il seguito della discussione di ben cinque ddl e difficilmente si spera, con questi ritmi di riuscire a portare a compimento la maggiorparte di essi. Il conto alla rovescia per le dimissioni del Governatore Lombardo ormai è cominciato e mancano ad oggi meno di venti giorni alla fine di questa legislatura. Intanto i partiti si sono messi in moto per trovare alleanze per le prossime regionali. Ieri mattina Pdl e Pid nel corso di una conferenza stampa hanno parlato di una lista congiunta per le regionali e della costituzione di un’alleanza che potrebbe sfociare in un progetto politico comune che vada oltre il dopo-Lombardo e guardi anche a Grande Sud. Presenti i i capigruppo Innocenzo Leontini (Pdl) e Rudy Maira (Pid).
“L’idea ha preso corpo dal momento in cui la maggiornaza parlamentare ha sostituito la maggioranza elettorale, con un ribaltone che ha cambiato gli esiti degli equilibri parlamentari”, ha detto Leontini, ilustrando il nuovo progetto politico.
 
“L’interruzione traumatica della legislatura ci imponeva un ragionamento diverso”, ha aggiunto il capogruppo del Pdl all’Ars che aveva manifestato “mal di pancia” al momento del cambio dei vertici del partito in Sicilia, ma ha sottolineato: “Non lascio il Pdl. Al momento, resto, ma porto avanti questo progetto con le forze di opposizione, spero anche con Grande Sud, e vedremo cosa succedera’”. Il capogruppo del Pdl ha annunciato che già la prossima settimana la lista sarà pronta, assieme al programma, e saranno definite le candidature. “Il presidente Raffaele Lombardo confermerà le sue dimissioni con l’atto formale del 31 luglio – ha detto Maira - Non credo che quanti chiedano al presidente della Regione di non dimettersi abbiano a cuore le sorti della Sicilia. C’è il rischio che questa stagnazione politica spazzi via un’intera classe politica. Per questa ragione ai siciliani va data l’opportunità di votare già ad ottobre per assicurare un governo vero alla regione”.

Il capogruppo di Grande Sud all’Ars Titti Bufardeci ha detto che “Grande Sud guarda con gattenzione all’iniziativa di Pdl e Pid, soprattutto al fine di creare un tavolo di proposte programmatiche indispensabile alla formazione di una coalizione quanto più ampia e coesa che sappia intestarsi un vero processo di sviluppo e crescita economica della Sicilia”. Infine botta e risposta sui fondi dell’Unione europea per la  Sicilia. In una nota il segretario dell’Ufficio di Presidenza del Senato, Simona Vicari dichiara che l’Ue ha negato al Presidente Lombardo finanziamenti per 600 milioni di euro, fondi che – dice Vicari – potevano essere utilizzati per la realizzazione di infrastrutture. Subito la risposta di Lombardo: “I rilievi della Commissione europea, a quanto pare, riguardano certificazioni, controlli e gestioni. Adempimenti tutti di carattere prettamente tecnico di cui chiederemo conto ai dirigenti che se ne sono occupati. Intanto, ovvieremo ai rilievi e adotteremo ogni misura che riterremo adeguata a superare la difficoltà. Si tratta  - conclude Lombardo - di una comunicazione, peraltro datata, rispetto alla quale la buona collaborazione che abbiamo avviato con il ministero della Coesione territoriale credo che ci abbia fatto già superare parecchi dei rilievi che ci sono stati mossi”.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Innocenzo Leontini
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