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Quotidiano di Sicilia

Nuova tegola Ue per la Regione. Bloccati seicento milioni di euro
di Antonio Casa

Le imminenti dimissioni del massimo responsabile, Lombardo, non sembrano essere una soluzione. La Commissione ha riproposto i problemi del provvedimento sollevato a gennaio

Tags: Economia, Regione Siciliana, Unione Europea



PALERMO – Un dossier di 10 pagine dalla direzione Politica regionale di Bruxelles pesa simbolicamente un quintale su quest’ultimo probabile scorcio del governo Lombardo. Secondo il documento sono state riscontrate “irregolarità nell’assegnazione degli appalti e carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione e controllo”. Sono pertanto sospesi i fondi del Fesr, in attesa che da Palazzo d’Orleans arrivi un piano che metta ordine sul settore. Si tratta di un blocco di 600 milioni di euro all’interno dei fondi Fesr che ammontano complessivamente a 6 miliardi e mezzo.

Il provvedimento della Commissione europea, riportato sull’edizione di ieri mattina del Giornale di Sicilia, è la logica conseguenza di un primo avviso maturato lo scorso gennaio, quando alla Regione furono contestate violazioni di norme comunitarie nella spesa dei fondi del Fesr (il ramo principale di Agenda 2007/2013). La promessa di controlli più rigorosi non deve aver soddisfatto Bruxelles che ha notificato, nei giorni scorsi, a Palazzo d’Orleans l’insufficienza dei provvedimenti adottati.

Nel mirino Ue gli investimenti degli assessorati Infrastrutture, Economia, Salute e della Protezione civile. Tra i fattori non in regola ci sarebbero procedimenti a carico di un contraente incaricato dei lavori, non verificabilità dell’ammissione delle opere aggiuntive e relativi costi, e poi ancora carenze nei progetti della Sanità, continuo cambio dei dirigenti che dovrebbero essere determinanti per la gestione e il controllo della spesa. Un ulteriore controllo è previsto nei prossimi mesi, quando la Regione dovrà dimostrare di avere veramente invertito la rotta.

Un’ulteriore tegola sulla spesa dei fondi Ue che andrà ad ingrassare il già vasto dibattito politico isolano sul tema. “L’Unione europea – ha spiegato la senatrice Pdl Simona Vicari - ha bocciato sonoramente Lombardo e la sua giunta negando finanziamenti per 600 milioni di euro. Uno schiaffo pesante che colpisce duramente i siciliani che, come tutti gli italiani, sono costretti in questo momento a sopportare il peso della crisi economica”.
In campo anche il mondo produttivo. La Fapi, si legge in una nota, ha espresso “profonda preoccupazione per il blocco dei finanziamenti Ue alla Regione siciliana”.

Dalla Regione, però, professano calma. “I rilievi della Commissione europa – ha spiegato Raffaele Lombardo -, a quanto pare, riguardano certificazioni, controlli e gestioni. Adempimenti tutti di carattere prettamente tecnico di cui chiederemo conto ai dirigenti che se ne sono occupati. Intanto, ovvieremo ai rilievi e adotteremo ogni misura che riterremo adeguata a superare la difficoltà”. Secondo il governatore “si tratta di una comunicazione, peraltro datata, rispetto alla quale la buona collaborazione che abbiamo avviato con il ministero della Coesione territoriale”. Per Lombardo proprio questa collaborazione “credo che ci abbia fatto già superare parecchi dei rilievi che ci sono stati mossi”. Data l’imminenza delle dimissioni promesse dal governatore forse anche questo delicatissimo capitolo del futuro siciliano potrebbe scivolare nelle mani del successore, ma esiste il rischio che non ci sia più tempo. Forse le dimissioni vanno rimandate.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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