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Quotidiano di Sicilia

Monti chiede certezza su dimissioni Lombardo
di Raffaella Pessina

Cento emendamenti dall’Mpa al disegno di legge “blocca nomine”. La Sicilia è stata declassata da Moody’s da A3 a Baa2

Tags: Monti, Lombardo



PALERMO - La Sicilia se prima era sotto la lente di ingrandimento per la sua grave situazione economica, ora è a vero rischio commissariamento. Infatti il presidente del Consiglio Mario Monti, facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio, ha scritto una lettera al presidente della Regione Lombardo, per avere conferma dell’intenzione dello stesso di dimettersi il prossimo 31 luglio.
Questa lettera ha, per la verità sorpreso il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, secondo il quale le sollecitazioni del premier Mario Monti al governatore Raffaele Lombardo in ordine alle dimissioni, sarebbero state fatte “in forma inusuale e anomala. Non ne conosciamo le ragioni, ma faremo in modo di acquisire le motivazioni quanto prima possibile”.
Intanto questa tegola cade addosso al presidente della Sicilia in seguito al recente declassamento della Sicilia operato da  Moody’s a Baa2 da A3.
Sulla critica situazione economica interviene anche l’assessore alle infrastrutture e trasporti Andrea Vecchio che in una intervista ha dichiarato che non solo sono in pericolo gli stipendi dei regionali, ma anche di 20 mila precari, gli impiegati dei Comuni e i forestali. “Si sono trovati 105 milioni stornando fondi Fas per i forestali, altri 95 si troveranno. Ma c’è grandissima difficoltà - afferma l’assessore - per trovare 4 milioni per prorogare i trasporti marittimi tra la Sicilia e le isole minori. Come se i cittadini delle isole fossero figli di un Dio minore”. “La condizione della Sicilia - ha aggiunto - è veramente al collasso, si sono sprecate risorse per foraggiare clientele e  non si sono fatti investimenti”. Per tutta risposta interviene il Governatore Lombardo dal suo blog : “In questi giorni è tutto un fiorire di dichiarazioni da parte dell’ascarismo siciliano più variegato e multifunzione: da chi grida al default a chi invoca il commissariamento della Sicilia, da chi chiede la soppressione dell’autonomia a chi vorrebbe l’intervento del governo nazionale (poi effettivamente giunto).  Oggi gridano al disastro economico - aggiunge - proprio coloro i cui antichi e nuovi padroni hanno generato il fallimento. In questi anni di duro lavoro e di inenarrabili sacrifici, vorrei ricordare a quanti evocano clientelismo e malaffare che questo governo non ha fatto assumere alla Regione un solo nuovo dipendente e non ha combinato i soliti pasticci, ha riportato la spesa pubblica ai livelli di oltre un decennio fa, ha incrementato gli investimenti. Al momento opportuno smentiremo le chiacchiere degli ascari e dei nostalgici e renderemo conto ai siciliani di quanto tutto ciò è costato”.
Intanto ieri pomeriggio è ripresa l’attività di Sala D’Ercole. Prima di esaminare i vari punti all’ordine del giorno il presidente dell’Ars Cascio ha preannunciato che in considerazione del grave evento sismico verificatosi in Emilia Romagna, ad ogni deputato verrà trattenuta una somma pari ad una assenza d’Aula (circa 250 euro) per devolverla a favore della popolazione che ha subìto i danni del terremoto.
Di seguito si è aperta la discussione generale sul decreto Blocca nomine per il quale erano stati presentati circa 100 emendamenti soprattutto da parte dell’Mpa, che già in commissione di merito si erano pronunciati negativamente. Favorevole invece l’opposizione.
Il capogruppo del Pid Rudy Maira ha detto che il ddl blocca nomine  “introduce elementi di garanzia che evitano di drogare le campagne elettorale con designazioni utili solo a rafforzare il potere del presidente uscente. Credo sia anche moralmente corretto che nel periodo precedente il rinnovo del governo regionale si metta un freno a certe prerogative”. 
E sempre nel pomeriggio nel corso di una conferenza stampa il deputato regionale e leader di Sicilia Vera, Cateno de Luca, ha rassegnato le dimissioni da parlamentare dell’Ars. Contestualmente ha dichiarato che si candiderà a presidente della Regione “purché non sia un’operazione da solista, ma un viaggio intrapreso insieme a persone che condividano i valori rivoluzionari in netta collisione con la politica regionale e parlamentare finora attuata”. Il deputato ha aggiunto di aver lasciato l’Mpa, suo partito di origine, dopo l’approvazione della legge dell’8 febbraio “con la quale si è proceduto a migliaia di assunzioni senza concorso nelle società partecipate e negli enti regionali di cui, ad oggi, non si ha un effettivo censimento”.
 

Articolo pubblicato il 18 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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