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Quotidiano di Sicilia

17 mila alunni stranieri in Sicilia. A Palermo tra poco i primi laureati
di Liliana Rosano

Il Rapporto Istat sulla Coesione economica e sociale tasta il polso dei cambiamenti nel Paese. Presenti soprattutto nella scuola primaria (7.054) e in quella d’infanzia (3.095)

Tags: Immigrati, Scuola



PALERMO - Sono in tutto circa 17 mila gli alunni stranieri in Sicilia per ogni ordine e grado (infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado). Il dato dell’anno scolastico 2009-2010 è contenuto nell’ultimo “Rapporto Istat sulla coesione economica e sociale”. Nell’Isola, gli stranieri sono soprattutto presenti nei banchi della scuola primaria (7.054) mentre nella scuola d’infanzia sono 3.095. Il numero degli studenti con cittadinanza straniera è di 3.488 nella scuola secondaria di secondo grado e di 4.348 nella secondaria di primo grado. La regione con il maggior numero di studenti stranieri è la Lombardia.

Nella terra di Bossi sono numerosi gli stranieri nonostante la crociata della Lega. L’Istat ha calcolato che gli studenti che non sono cittadini italiani nell’anno scolastico 2009-20010 sono stati 164 mila così distribuiti: 35.759 nella scuola d’infanzia, 61.282 nella primaria, 35.866 nella secondaria di primo grado e infine 31.129 nella secondaria di secondo grado. Pochi gli studenti stranieri nelle regioni come il Molise, la Basilicata, la Sardegna, la Valle d’Aosta.

Ma gli stranieri nelle scuole primarie e secondarie non sono altro che cittadini nati possibilmente in Italia da stranieri, quindi da considerare italiani se non fosse per il fatto che il nostro paese non riconosce lo ius soli, l’acquisizione automatica della cittadinanza del paese dove si nasce a differenza di paesi come gli Stati Uniti d’America. Vengono invece da Cina, Togo, Montenegro e Camerun i futuri protagonisti dell’Università degli Studi di Palermo: l’ateneo infatti è pronto a celebrare un traguardo importante il prossimo 23 luglio, quando i quattro giovani di origini straniere conseguiranno il titolo di laurea dopo un periodo di studi interamente svolto presso la stessa università. L’evento, come spiega il rettore Roberto Lagalla durante la presentazione delle nuove iniziative sul fronte dell’internazionalizzazione, si inserisce nel più ambizioso progetto che prevede come obiettivo quello di portare l’ateneo al pari degli altri italiani per numero di studenti stranieri: “ci impegneremo affinché la città possa diventare un’autentica capitale della cultura. Ci avviciniamo così all’obiettivo che ci eravamo dati, ossia quello di raggiungere la media nazionale sulla presenza di studenti stranieri, che è intorno al 2%”.

Nel 2008 gli studenti stranieri a Palermo rappresentavano solo lo 0,8% del numero complessivo; oggi la percentuale ammonta a più dell’1,7% per un numero complessivo di 800 studenti, principalmente di origine tunisina, egiziana malgascia ma anche del sud est asiatico e sudamericana. Ma questo numero è destinato ad aumentare grazie agli interventi di potenziamento promossi e annunciati dallo stesso rettore Lagalla.
 
Gli studenti stranieri sono in complesso in Italia 674 mila, una quota pari a circa l’8% in ciascuno dei diversi gradi di istruzione, eccetto quello secondario superiore dove la quota scende al 5,4% del totale. Il loro numero è notevolmente cresciuto negli ultimi cinque anni se si considera che nell’anno scolastico 2004-2005 gli alunni stranieri ammontavano in complesso a 371 mila, una quota pari a circa il 5% nel ciclo dell’obbligo ed il 2,4% in quello secondario superiore. La quota di giovani tra i 14 ed i 18 iscritti al ciclo secondario di secondo grado è pari al 92% ma la percentuale di diplomati sul totale dei 19enni è sensibilmente minore ed è pari al 72 %. Il tasso di diploma è maggiore nel Mezzogiorno (76 %) e nettamente inferiore nel Nord Italia (67 %).


 

 
Al Nord crolla la percentuale di diplomati
Rispetto all’anno scolastico 2004-2005 il livello di scolarizzazione scende significativamente in tutta Italia. Tuttavia i segnali più inquietanti vengono proprio dal Nord dove la quota di giovani diplomati sui 19enni si riduce in cinque anni di ben 5 punti percentuali. Decisamente diffuso anche il fenomeno dei ritardi nei cicli di istruzione post obbligo. I ripetenti al primo anno delle scuole secondarie superiori sono infatti il 9,8% ed il 7,8%. Sul totale degli iscritti. L’incidenza maggiore si rileva negli istituti professionali (rispettivamente il 10,7% ed il 14,6%) mentre è decisamente più bassa nei Licei. Il fenomeno della ripetenza è in crescita in tutte gli indirizzi scolastici ed in tutte le circoscrizioni, confermando le criticità già riscontrate nei processi di scolarizzazione secondaria superiore. Non meno problematica appare la transizione al lavoro dei diplomati. Tra coloro che hanno completato il ciclo secondario con un diploma nel 2004 a tre anni di distanza (2007) il 52 % lavora, il 14,8 % è in cerca di un lavoro ed il 29,9 % prosegue gli studi. Il sistema educativo italiano nell’anno scolastico 2009-2010, si compone di 24.221 scuole dell’infanzia, 17.845 mila scuole primarie, 7.924 istituti secondari di primo grado e 6.846 scuole secondaria di secondo grado, per un totale di 8,9 milioni di studenti, di cui 2,6 milioni nel ciclo secondario superiore. (lr)
 

Articolo pubblicato il 20 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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