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La Corte dei Conti smentisce Lombardo. Nel 2011 assunti 4.857 precari
di Roberto Quartarone

«Con quest’operazione il personale di ruolo della Regione si è incrementato di quasi un terzo». E' scritto nel documento "Elementi per l’audizione sullo stato dei conti pubblici della Regione Siciliana" presentato mercoledì alla Camera

Tags: Corte Dei Conti, Sicilia, Lombardo, Precari



ROMA – Il giorno dopo l’incontro tra Mario Monti e i pezzi da novanta del Governo della Regione Siciliana, i conti pubblici dell’Isola sono rimasti sotto lo sguardo dello Stato. Con la pressione mediatica rivolta altrove, Rita Arrigoni, presidentessa della sezione di controllo della Corte dei Conti, ha presentato lo stato delle finanze alla quinta commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati. È solo un’audizione all’interno di un ciclo di altre che saranno svolte sull’autonomia finanziaria delle Regioni a statuto speciale e delle Provincie autonome, ma porta alla ribalta nazionale ciò che chi governa tenta di nascondere.
 
Gli “Elementi per l’audizione sullo stato dei conti pubblici della Regione Siciliana” riassumono, rendendolo più facilmente fruibile, il contenuto della lunga relazione presentata a fine giugno e che ha certificato quanto la Sicilia sia in crisi economica, anche e soprattutto a causa delle scelte scellerate della classe dirigente, che per anni ha sperperato denaro dei contribuenti.
 
Considerando proprio l’incontro del giorno prima e le uscite televisive e radiofoniche del presidente Raffaele Lombardo, salta subito all’occhio il contenuto delle pagine dedicate sul personale regionale. E non sono di certo lodi nei confronti del governatore.
 
“Il costo del personale – si legge – è uno degli elementi che maggiormente pesa sul bilancio della Regione siciliana, caratterizzato da una forte rigidità e influenzato da spinte espansive, non ultime quelle derivanti dall’assorbimento del personale proveniente dal bacino dei lavoratori socialmente utili”. Assorbimento del personale, nel pubblico, non dovrebbe essere la prassi: di solito ci vogliono i concorsi per essere assunti. Eppure pare non funzioni così: “Nel 2011 – prosegue la relazione breve – la Regione ha proceduto alla stabilizzazione di 4.857 unità di personale, già impiegato presso l’amministrazione regionale con contratto a tempo determinato, in virtù dell’incremento della pianta organica disposto nel 2010 con la finanziaria regionale (art. 51, co. 3). Per effetto di tale operazione il personale di ruolo della Regione si è incrementato di quasi un terzo, passando da 13.205 a ben 17.995 unità”. Finanziaria, guarda caso, firmata proprio da Lombardo e controfirmata dall’ex assessore all’Economia Michele Cimino. Questa scelta non può che aver pesato sulle casse regionali. E se, da un lato, la Corte dei Conti punta il dito sul tessuto produttivo incapace di assorbire i lavoratori, dall’altro mette in luce come nel pubblico la situazione sia diametralmente opposta: i lavoratori sono assunti malgrado non ce ne sia esigenza. Così s’incrementa il precariato (e la schiera di persone in attesa di gestire il proprio futuro, che complessivamente ammonta a 27.374 cittadini) e si registrano numeri da record nella truppa dei dirigenti (1.905, per il 10,6 per centro del totale del personale, contro il 5,8 delle Regioni a statuto ordinario).
 
“La spesa per le retribuzioni del personale – scrive ancora la Corte dei Conti – ammonta complessivamente a 812.231 migliaia di euro (-0,3% rispetto all’anno precedente); cui vanno aggiunti i relativi oneri sociali pari a 268.195 migliaia di euro (+26,7% rispetto all’anno precedente) per un totale di 1.080.426 migliaia di euro. Se, poi, si considerano anche gli oneri per il personale in quiescenza, pari a 639.779 migliaia di euro, e altre spese pari a 3.961 migliaia di euro, il totale sale a 1.724.166 migliaia di euro (+ 2,8 %)”. Ovvero, 1,7 miliardi di euro, un’enormità.
 

Articolo pubblicato il 28 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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