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Quotidiano di Sicilia

Procreazione medicalmente assistita. In Sicilia sono solo 7 i centri pubblici
di Liliana Rosano

Dati diffusi dal ministero della Salute: aumento preoccupante delle coppie alle prese con problemi di infertilità. Sono 29, invece, quelli privati e ad essi, nella nostra Isola, ci si rivolge in quasi 9 casi su 10
 

Tags: Proceazione Assistita



PALERMO - In Sicilia, le coppie che si rivolgono alla procreazione medicalmente assistita sono in aumento, anche se il monopolio dei centri è in mano ai privati. Sono alcuni dei dati diffusi dal ministero della Salute contenuti nell’ultima relazione sullo stato di attuazione della legge in materia di procreazione medicalmente assistita.

La Sicilia, si precisa nel Rapporto, insieme ad altre regioni (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise, Puglia), non ha ancora inviato al ministero la documentazione relativa all’impiego delle somme stanziate per l’anno 2011.
I centri di procreazione medicalmente assistita iscritti al Registro nazionale e autorizzati dalle regioni di appartenenza sono 357, ovvero 7 centri in più rispetto alla precedente rilevazione. In Sicilia sono in tutto 36: 13 primo livello e 23 di secondo e terzo livello.
 
Di questi, 7 pubblici e 29 privati. In Lombardia invece la distribuzione è più equa: 27 sono i centri pubblici e 26 quelli privati.
Osservando la distribuzione territoriale dei centri distinti secondo il servizio offerto, si vede come le aree territoriali del Settentrione presentino una quota di centri privati contenuta rispetto a quanto avviene nel Centro e nel Meridione. Nelle aree del Nord Ovest e del Nord Est infatti, la percentuale di centri privati è rispettivamente del 43,2% e del 43,7%, mentre in quelle del Centro, del Sud e Isole questa quota è pari al 67,1% e al 68,8%. Osservando le regioni nel dettaglio, esistono casi come il Lazio, la Campania e la Sicilia, regioni con alta rappresentatività di centri di PMA, in cui la quota di centri privati è pari rispettivamente al 79,6%, al 73,2% ed all’80,6%.

Nel Rapporto si rileva una presenza più marcata di centri nelle aree del Nord Ovest e del Sud dove troviamo rispettivamente 80 centri, che corrispondono al 26,5% del totale, e 89 centri, pari al 29,5%. Nelle regioni del Centro invece, svolgono la propria attività 73 centri.

Nel dettaglio si può osservare questo fenomeno anche esaminando le singole regioni. In Lombardia, ad esempio, il 13,8% dei centri effettua il 23,1%, cioè quasi un quarto, dei cicli a fresco (inseminazione semplice) eseguiti nel Paese; gli 11 centri che svolgono attività in Emilia Romagna, che rappresentano il 6,3% dei centri del Paese, effettuano il 9,6% del totale delle procedure a fresco. Di contro, in altre regioni, come il Veneto e la Campania, sono presenti l’11,5% dei centri attivi nel Paese, che effettuano, rispettivamente, il 6,8% e l’8,7% dei cicli a fresco, e la Sicilia, dove il 10,9% dei centri effettua soltanto il 6,1% delle procedure a fresco (1.307 pazienti trattati in tutto nel 2010).

La Lombardia, quindi, si configura come la regione in cui vengono trattati più pazienti ed effettuate un più elevato numero di procedure con tecniche di secondo e terzo livello.
La distribuzione per regione ed area geografica dei cicli a fresco per tipo di servizio offerto descrive una tendenza peculiare del territorio nazionale. Nelle aree geografiche del Nord, ed in particolar modo nel Nord Ovest, i cicli effettuati in centri privati sono una quota decisamente marginale rispetto a quanto avviene in altre zone del Paese. In particolar modo, nel Nord Ovest i cicli effettuati in centri privati rappresentano il 10,2% del totale, mentre nel Nord Est questa quota arriva al 29,4%. Ciò significa che in queste aree la gran parte dei cicli è in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. In Lombardia ad esempio i cicli eseguiti in centri pubblici o privati convenzionati ammontano al 95,4%. Viceversa nelle aree del Centro Italia e del Sud i cicli eseguiti in strutture private rappresentano una quota decisamente più consistente, (47,2% e 59,9% rispettivamente). In alcune regioni questa caratteristica è maggiormente significativa: è il caso del Lazio, in cui ben l’83% dei cicli avviene in centri privati della Campania (72,7%) e della Sicilia (84,7%).

I dati relativi al 2010 confermano il trend degli anni precedenti: aumentano le coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, i cicli iniziati, le gravidanze ottenute e i bambini nati, che nel 2010 superano i 12.000, considerando tutte le tecniche di PMA, di I, II e III livello.

È in aumento l’età media delle donne che si sottopongono a questo tipo di trattamenti, un fattore che incide negativamente sui risultati delle tecniche stesse, come pure il numero dei cicli di trattamento effettuato da pazienti con età superiore ai 40 anni.
Nonostante ciò, continua a migliorare l’efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita, come mostrato da tutti gli indicatori, dal numero dei nati vivi a quello delle gravidanze, anche espressi in percentuale rispetto ai cicli iniziati ed ai trasferimenti eseguiti. Anche nelle singole regioni è evidente quasi ovunque il processo di implementazione del sistema di raccolta dati e recupero delle informazioni sugli esiti delle gravidanze. Nel Lazio, ad esempio, che costituisce un nodo cruciale rispetto alla perdita di informazioni, in quanto è una delle regioni in cui si effettuano più cicli di fecondazione assistita e, contemporaneamente, in cui la perdita di informazioni è tra le più elevate, si è registrato una riduzione della percentuale di gravidanze perse al follow-up che passa dal 25,4% del 2009 al 18,0% del 2010. Un’altra regione nella quale questo fenomeno si è ridotto notevolmente è la Lombardia nella quale la quota di gravidanze di cui non si conosce l’esito passa dal 16,0% della precedente rilevazione al 7,6% del 2010. In Veneto si registra la riduzione più evidente passando dal 18,7% al 4,7%. In Sicilia, infine, si registra una riduzione dal 13,0% al 7,2%.

Sempre tra le regioni a maggiore attività è importante evidenziare l’efficienza dei centri che operano in Emilia Romagna in cui la perdita di informazioni è dell’1,0%, stabile rispetto al 2009.
Le regioni in cui la presenza di centri che effettuano tecniche di primo livello è più alta sono la Lombardia con 52 centri, il Lazio con 48, la Campania con 35, la Sicilia con 28 centri, il Veneto con 32 ed il Piemonte con 21 centri. è importante far notare che, nonostante il numero dei centri sia più o meno uguale nelle regioni sopra citate, il 24,2% di tutti i cicli di inseminazione semplice effettuati in Italia, ovvero quasi un ciclo su quattro, venga svolto in centri situati nella sola Regione Lombardia, che svolgono una mole di lavoro paragonabile a quella di tutti i centri attivi nel Centro Italia e di tutti quelli attivi nel Sud e nelle Isole. In Sicilia sono 28 i centri di primo livello.

Mentre nelle aree del Nord Ovest e del Nord Est la quota di cicli effettuata in centri privati si mantiene bassa (24,0% e 21,6% rispettivamente) nel Centro e nel Sud tale quota sale sino al 48,6%, ed al 53,9% rispettivamente. In particolare in Sicilia (ma anche in Calabria, pur se con un numero di cicli totali molto basso) l’offerta di cicli di inseminazione semplice è quasi esclusivamente di tipo privato (93,8%). Anche nel Lazio ed in Campania la quota dei cicli offerti dai centri privati è sostenuta (66,7% e 76,1% rispettivamente), mentre in Lombardia tale quota è contenuta al 22,1%.

È importante anche far notare che l’Emilia Romagna e la Toscana, regioni in cui i centri svolgono una mole di lavoro abbastanza grande, la quota di cicli effettuata dai centri privati è diminuita (24,1% e 27,5%), dimostrandosi in controtendenza con il resto dell’Italia.

Articolo pubblicato il 09 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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