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Quotidiano di Sicilia
Rifiuti, ok alla industrializzazione già prevista dal Piano regionale
di Rosario Battiato

 Incrementare la differenziata senza impianti adeguati di recupero energetico non serve a nessuno. La Regione vira su piccoli impianti a minimo impatto ambientale: un modello europeo

Tags: Raccolta Differenziata, Rifiuti, Termovalorizzatori



 PALERMO – Non ci sono i termovalorizzatori dell’epoca Cuffaro nel Piano rifiuti della Regione siciliana. In compenso per attuare la valorizzazione energetica della frazione residuale del rifiuto – operazione necessaria e presente nelle principali e sostenibili città europee come Berlino e Copenhagen – sono previsti piccoli impianti di ultima generazione e a minimo impatto ambientale. Sarà proprio l’impiantistica adeguata, infatti, a permettere di sfruttare l’obiettivo della differenziata che nel giro di pochi anni dovrà raggiungere il 65% previsto dalla norma nazionale. Al momento la Sicilia è ancora al di sotto del 10% anche se entro quest’anno tutti i Comuni isolani dovranno raggiungere la quota del 20% per non incorrere in sanzioni economiche. 
 
Il neo assessore all’Energia Claudio Torrisi ha le idee chiare. “Nessun ripensamento o cambio di indirizzo sulle scelte adottate nel Piano di gestione dei rifiuti della Regione siciliana, ha spiegato - approvate dal ministero dell’Ambiente il 3 luglio scorso, dopo tre anni di rinvii”. Il Piano, secondo l’ex assessore del Comune di Catania,  sta assolutamente  dentro l’Europa e le sue direttive permettendo l’accantonamento “dell’incenerito massivo dei rifiuti nei valorizzatori, per privilegiare, in via prioritaria, il recupero di materia da sottrarre alle discariche e destinare alla valorizzazione energetica solo l’eventuale frazione minima residuale, mediante impianti di piccola taglia, di ultima generazione e a minimo impatto ambientale”. 
 
L’azione è chiara: “da subito si è dato il via alle azioni di potenziamento della raccolta differenziata ed alla realizzazione di impianti di compostaggio e di preselezione, recupero e stabilizzazione”. Poi un’ulteriore precisazione. “Quanto indicato nella disposizione commissariale del 7 luglio di quest’anno per la nomina del soggetto attuatore, l’ingegnere Giuseppe Pirrone è una mera trascrizione delle azioni indicate nell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel luglio 2010, quest’ultima antecedente alla stesura del Piano che - divenuto operativo dopo l’approvazione del 3 luglio 2012 - fornisce le direttive esclusive sull’impiantistica da realizzare, che non prevede termovalorizzatori”.
 
La posizione della Regione sul tema è stata ribadita nella Gurs del 3 agosto, ed in particolare nella disposizione commissariale del 7 giugno n. 65 firmata da Raffaele Lombardo. Nel testo si legge che si dispone “la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti di termovalorizzazione individuati nel piano regionale di gestione dei rifiuti come adeguato ai sensi dell’art. 2 favorendo l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili a salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente. A tale fine individua, sentite le province competenti aree di sedime idonee alla localizzazione degli impianti di termovalorizzazione anche in deroga alle previsioni edilizie ed urbanistiche vigenti”.
Esistono città importanti che ormai da anni utilizzano la valorizzazione energetica del rifiuto come passaggio essenziale per salvaguardare la sostenibilità ambientale ed incentivare impianti di teleriscaldamento a impatto minimo.

Articolo pubblicato il 14 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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