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Quotidiano di Sicilia

Mercato biologico, Sicilia regione leader
di Michele Giuliano

Malgrado un calo del 10% dei soggetti che operano nel “bio”, la Sicilia ha il maggior numero di produttori in Italia. I principali orientamenti produttivi sono cereali, foraggio, pascoli e olivicoltura. Bene la zootecnia

Tags: Biologico, Sicilia, Sinab



 PALERMO - Innamorati pazzi del biologico ma con una frenata che comunque preoccupa. In Sicilia il settore agroalimentare resta sempre trainato dalla produzione biologica ma adesso il quadro sembra essere più a tinte fosche. Mentre in questo ultimi anni il trend in crescita è stato costante adesso invece si tira un po’ il freno a mano. C’è dietro lo zampino della crisi? Oppure del mercato che muta?
Difficile dirlo. Fatto sta che la Sicilia resta la regione con il maggior numero di produttori nel settore biologico. Lo certifica il Sinab (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica). I dati però, come dicevamo, rispetto alle rilevazioni dello scorso anno, parlano di un calo del 10 per cento di soggetti che operano nel biologico a livello regionale, contro un aumento medio nazionale dell’1,4 per cento. Alla Sicilia, che fa registrare il calo maggiore in termini di operatori del settore, si contrappone il Molise dove il numero di soggetti che lavorano nel comparto biologico è cresciuto tra il 2010 e il 2011 del 20 per cento.
 
“Il mercato del biologico in Italia continua a crescere ed è uno tra i settori del nostro agroalimentare che gode di migliore salute – spiega il ministro delle Politiche agricole Mario Catania -, la fiducia dei consumatori continua a premiare la qualità ambientale e le garanzie di questo metodo di produzione. Anche i dati di produzione del biologico italiano danno una fotografia tutto sommato positiva del settore: l’Italia per superfici biologiche e per numero di operatori resta ai primi posti in Europa e nel mondo”.
 
In Italia, secondo le rilevazione del Sinab, lavorano 48.269 operatori del settore, di cui 37.905 produttori esclusivi; 6.165 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 3.906 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 63 importatori esclusivi; 230 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione. La superficie coltivata secondo il metodo biologico risulta pari a 1.096.889 ettari, di cui circa 800.000 hanno già terminato il periodo di conversione, con una riduzione complessiva, rispetto all’anno precedente, pari a circa l’1,5 per cento.
 
I principali orientamenti produttivi sono i cereali, il foraggio e i pascoli. Segue, in ordine di importanza, la superficie investita ad olivicoltura. Per le produzioni animali, rispetto allo scorso anno, il Sinab evidenzia un consistente aumento del numero di capi per suini, ovini, caprini e avicoli.
Anche nel comparto della zootecnia è la Sicilia la regione “regina”, con 1.568 aziende all’attivo (-23 per cento tra il 2010 e il 2011). Male la Puglia che ha perso il 75 per cento delle aziende del comparto alla quale si contrappone la Calabria che ha messo a segno un incremento dell’81,3 per cento. “È necessario – prosegue Catania – impegnarsi ancora molto per strutturare meglio le filiere produttive, in modo da far intercettare al nostro sistema di imprese le opportunità che il mercato offre”. Quale sarà il futuro, viste le attuali dinamiche, è difficile prevederlo. 

Articolo pubblicato il 14 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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