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Truffa degli assegni sociali ad oggi accertati 73 irregolari
di Patrizia Penna

Lo rende noto il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza. In Sicilia il danno erariale quantificato è al momento di oltre 1,5 mln €
 

Tags: Fabrizio Cuneo, Sandra Petrotta, Inps



PALERMO - Nel 2011 erano stati 317. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state ben 73 le posizioni irregolari rilevate in Sicilia dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza sul fronte degli “assegni sociali” indebitamente percepiti da quelli che a giusto titolo vengono ormai comunemente denominati “finti poveri” o “furbetti a reddito zero” ovvero soggetti che dichiarano redditi di gran lunga inferiori  a quelli percepiti, al solo scopo di beneficiare di assegni sociali e più in generale di risorse (pubbliche) sottratte a chi veramente si trova in stato di bisogno ed ai cittadini onesti.

Ed in effetti, sapere che c’è chi si permette il lusso, in tempi di sacrifici e vacche magre, anzi magrissime, di vivere a carico della collettività, dà un certo fastidio ed allora non possono che suonare rassicuranti le parole di commento all’attività svolta fino ad oggi dalle Fiamme Gialle del presidente dell’Inps, Antonio Mastrapassqua: “La collaborazione fra Inps e Guardia di Finanza volta a far emergere le irregolarità nella erogazione delle prestazioni previdenziali prosegue con grande successo”. Tuttavia, le parole ci consolano fino ad un certo punto poiché i numeri, impietosi, ci dicono chiaramente che abbiamo bisogno di qualcosa di più di semplici rassicurazioni.

Le 73 posizioni irregolari accertate in Sicilia, hanno consentito l’accertamento di un danno erariale pari a 1,5 milioni di euro. Ciò significa che si viaggia in media a 20.547 euro di danno erariale per ogni “furbetto” scovato. Una somma ingente, un furto vero e proprio che la collettività non è più nelle condizioni di tollerare.

Ma passiamo in rassegna gli episodi più significativi registrati nel corso dell’anno su tutto il territorio siciliano. Nel mese di febbraio, la Guardia di finanza di Enna ha denunciato 45 persone che avevano richiesto e, fatta eccezione per due di loro, ottenuto l’inserimento nei cantieri di servizi del Comune di Leonforte senza averne titolo. Le fiamme gialle hanno accertato che avevano presentato false attestazioni per accedere alle agevolazioni, concesse dall’Amministrazione comunale esclusivamente per quei soggetti effettivamente bisognosi e che percepiscono redditi estremamente bassi o non ne percepiscono alcuno.
A marzo è stata la volta dei 4 falsi indigenti di Vittoria (Rg): risultavano residenti all’estero e percepivano illegittimamente assegni sociali dall’Inps.

La Guardia di Finanza di Siracusa, nel mese di giugno, ha scoperto e denunciato un imprenditore che, avendo dichiarato un falso reddito “zero”, usufruiva impropriamente di agevolazioni tra cui la refezione scolastica per il figlioletto.
La sezione “Tutela economica del
Nucleo di Polizia Tributaria di Caltanissetta, in sinergia con la Direzioneprovinciale nissena dell’Inps, ha individuato lo scorso mese di luglio, 37 persone residenti in vari comuni della provincia nissena, che hanno frodato l’erario nel corso degli anni per aver conseguito un ingiusto profitto.

La legge, infatti, prevede che oltre a risiedere anagraficamente sul territorio nazionale, i percettori hanno l’obbligo di dimorarvi stabilmente, pena la decadenza e la revoca dell’erogazione. Invece, come si legge nella nota diffusa dalle Fiamme gialle di Caltanissetta: “Le persone percettrici dell’assegno sociale di cui trattasi hanno illegalmente richiesto prima e conseguito poi rendite mensili non spettanti perché abitualmente dimoranti all’estero, ovvero rientranti sul territorio nazionale solo per trascorrere il periodo estivo o la festività patronale. I “furbetti” non avevano neanche la preoccupazione di incassare le indebite spettanze mensili agli sportelli postali, perchè avevano ben pensato di farsi accreditare direttamente le somme su conti correnti aperti “ad hoc” sui quali poi comodamente operare al loro sporadico rientro in Italia o mediante deleghe verso congiunti residenti in loco.

Nella sola provincia di Agrigento, nei primi sette mesi dell’anno, sono state 90 le persone denunciate per false dichiarazioni e per truffa ai danni dello Stato.
Ad inizio agosto, poi, nell’ambito di servizi mirati alla tutela della spesa pubblica, ha denunziato all’Autorità Giudiziaria 5 cittadini italiani residenti all’estero che per anni hanno percepito l’assegno sociale senza averne diritto.

In sinergia con la locale Direzione Provinciale dell’INPS sono state esaminate le posizioni di numerosi beneficiari iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero che continuavano a percepire l’assegno sociale anche attraverso persone delegate alla riscossione.I dati elaborati hanno permesso di far emergere la posizione di cinque soggetti, da tempo trasferitisi in Argentina ed in Germania, che non possedevano i requisiti richiesti dalla legge per godere dell’appannaggio sociale e che per poter accedere al beneficio avevano dichiarato di risiedere in Italia ovvero, dopo aver avuto accesso al trattamento di protezione sociale, erano poi emigrati senza darne comunicazione all’Ente previdenziale.
L’indebita percezione ha comportato un danno all’erario per complessivi euro 75.305.

Patrizia Penna
@Twitter: @PatriziaPenna

Articolo pubblicato il 23 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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