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Quotidiano di Sicilia

Lo scarico fognario è rotto, allarme nella costa del turismo
di Melania Tanteri

Acque melmose, maleodoranti e zeppe di batteri: situazione critica tra Letojanni, Calatabiano e Taormina. Balneazione vietata da più di una settimana, danni enormi ad economia e immagine
 

Tags: Inquinamento, Mare, Turismo, Letojanni, Taormina



LETOJANNI (ME) - Acque melmose e maleodoranti e stop alla balneazione in uno dei tratti di costa ionica più frequentati. Nel tratto di costa di compreso tra Calatabiano e Taormina, a Letojanni, per un chilometro e mezzo, dal Torrente Sillemi a quello Milianò, in contrada San Filippo, infatti, dallo scorso 14 agosto un’ordinanza del sindaco Alessandro Costa vieta la balneazione a tutela della salute pubblica.

Le acque sono infatti inquinatissime, con presenza di batteri estremamente pericolosi per l’uomo, per via del rottura tubazione dello scarico fognario sottomarino di Letojanni, gestita dal Consorzio rete fognante di Taormina, che ha comportato il versamento in mare di acque nere piene di batteri fecali.

Un danno enorme al territorio e all’ambiente, con gravi ripercussioni sull’economia, considerata la valenza turistica dell’area e le pesanti ripercussioni sulla vicinissima Taormina, ma che, nonostante le segnalazioni effettuate dal Comune di Letojanni sin dal mese di maggio, non è stato evitato. Danni che, inevitabilmente, si ripercuoto sui Comuni vicini, come quello di Calatabiano, in provincia di Catania, territorio da sempre densamente frequentato e, da tempo, meta privilegiata degli amanti della tintarella.
“Non è accettabile venire in Sicilia in vacanza per via del mare – hanno affermato alcuni turisti del nord Italia – e trovare una simile situazione. Le nostre ferie, ormai, sono rovinate”.

La responsabilità sembrerebbe essere proprio del Consorzio e di chi ha in capo la manutenzione dell’impianto fognario, che però sembrerebbe costante, ma riguardo ai tempi per l’intervento, ancora non vi è certezza.
Si aggiungono chilometri, dunque, di mare inquinato alle coste siciliane, fenomeno sul quale aveva già lanciato l’allarme Legambiente in seguito al monitoraggio  di spiagge ed acque delle principali località di balneazione italiane, realizzato con l’iniziativa annuale Goletta Verde, secondo paramenti che comprendono la presenza disciolta in acqua di enterococchi intestinali

“Una situazione critica”, secondo l’associazione ambientalista, quella siciliana, “dove rifiuti e scarichi inquinanti stanno minacciando la salubrità delle acque e mettendo a repentaglio la flora marina”.
 Su 19 punti di analisi rilevati, infatti, ben 10 sono risultati inquinati, compreso il Comune di Calatabiano, “che ha mostrato rilevazioni altamente inquinanti nelle sue acque”.

Ma non è tutto. Anche il fiume Alcantara, altro importante sito turistico e naturalistico dell’area ionica in località San Marco, a pochi chilometri da Letojanni,  rischia di morire di inquinamento sempre secondo Legambiente che, lo scorso 20 agosto ha inviato un esposto  a tutti gli enti competenti e alla Procura della Repubblica di Messina e a quella di Catania,  denunciando il cattivo funzionamento dell’impianto di depurazione alla foce del fiume, “che sta determinando – scrive l’associazione in un comunicato - un vistoso fenomeno di inquinamento delle acque del fiume e del tratto costiero in prossimità della foce, di particolare gravità non soltanto per la conservazione degli ambienti naturali del Parco Fluviale dell’Alcantara ma anche per i notevoli rischi igienico sanitari dei bagnanti che in questo periodo dell’anno affollano i litorali”.
 


Depuratori siciliani, un mese fa la condanna della Corte di giustizia Ue
 
CATANIA - A luglio la Corte di giustizia europea ha dato ragione alla Commissione Ue in merito alla procedura d'infrazione attivata nei confronti di un centinaio di Comuni italiani per il mancato rispetto delle norme Ue in materia di trattamento dei reflui per comuni italiani con una popolazione uguale o superiore ai 15.000 abitanti. Oltre la metà di questi Comuni è in Sicilia.
Si tratta degli agglomerati di Misterbianco e altri, Scordia-Militello Val di Catania, Palagonia, Aci Catena, Giarre-Mascali-Riposto e altri, Caltagirone, Aci Castello, Acireale e altri, Belpasso, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo, San Giovanni La Punta, Macchitella, Niscemi, Riesi, Agrigento e periferia, Favara, Porto Empedocle, Ribera, Sciacca, Bagheria, Cefalù, Carini e ASI Palermo, Misilmeri, Monreale, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Augusta, Carlentini, Ragusa, Scicli, Scoglitti, Campobello di Mazara, Castelvetrano 1, Triscina Marinella, Marsala, Mazara del Vallo, Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando, Furnari, Pace del Mela, Roccalumera, Consortile Sant’Agata Militello, Consortile Torregrotta, Gioiosa Marea, Messina 6, Milazzo, Patti e Rometta.

Articolo pubblicato il 24 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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