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Quotidiano di Sicilia

L’ombra del Cavaliere e lo scontro a sinistra
di Raffaella Pessina

Miccichè guidato da Berlusconi, si o no? Fava e Crocetta si lanciano strali. La strada per il 61 a zero rimane lunga e difficile

Tags: Berlusconi, Gianfranco Miccichè, Ars, Nello Musumeci



PALERMO - Mentre il nuovo candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Nello Musumeci, annuncia di voler lanciare una sottoscrizione pubblica per consentire, a chi lo vorrà fare, di sostenere con un contributo anche di 5 euro la campagna elettorale, assicurando che “tutte le spese verranno pubblicate e rendicontate”, anche in queste ultime ore si sono consumate le schermaglie politiche attorno a programmi e candidature, in vista delle prossime elezioni regionali della fine di ottobre.
 
Abbiamo lasciato ieri il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, che, avendo proposto Nello Musumeci come candidato alla Presidenza della Regione, incassava i pareri positivi, non tutti, su tale proposta. Innocenzo Leontini (Pdl) aveva espresso qualche perplessità chiedendo un immediato confronto per convincersi a ritirare la candidatura dello stesso Leontini. I giovani del Pdl invece avevano salutato con favore tale possibilità.
 
Ed ora arriva la risposta di Grande Sud, che si chiede quali elementi hanno motivato la scelta del Pdl di sposare il progetto autonomista guidato da Musumeci, avendo invece precedentemente osteggiato la candidatura di Miccichè, “che per noi  - è scritto in una nota a firma di Toni Scilla e Carmelo Incardona - rimane comunque il candidato ideale a guidare una rivoluzione politico culturale che metta realmente al centro la Sicilia e la sua autonomia, progetto già partito nel 2010 quando il leader di Grande Sud non esitò a rompere con l’asse Tremonti - Bossi e la relativa politica anti meridionalista”. In un altro comunicato Grande Sud rincara la dose: “Berlusconi rottama il Pdl saccheggiando le idee di Miccichè. Ieri Musumeci, oggi Grande Italia - marchio regolarmente registrato dal segretario regionale di Grande Sud in Sicilia, Pippo Fallica, il 24 ottobre dell’anno scorso.

Su un altro fronte avevamo lasciato ieri Claudio Fava di Sel con la sua proposta delle primarie del centro sinistra per chiedere ai siciliani la scelta del candidato premier. Gli risponde Rosario Crocetta, candidato presidente del Pd: “Ho proposto le primarie due mesi fa e lui ha risposto picche, sostenendo che non si sarebbe mai schierato con Crocetta. Proporle adesso, a ridosso della presentazione delle liste, è un modo palese per sabotare e mettere in discussione quel patto civico, antimafia e per il risanamento della nostra Regione, che stiamo realizzando con altri partiti e forze della società civile”. “Io lavoro per vincere le elezioni e per mettere insieme tutti gli uomini di buona volontà, progressisti e moderati. Fava invece vuole dividere e soprattutto vuole perdere”.

Contro il nome di Musumeci tuona Alberto Campagna, ex Pdl, di recente passato all’Udc. “Sostenere Musumeci, anche da parte del Pdl, è la dimostrazione di come si voglia avviare un percorso di arretramento politico e non un progetto di rinascita per la Sicilia. Un’alleanza innaturale rispetto ai valori liberali da sempre fondati sulla tolleranza e la democrazia che, certamente, non possono essere nè sostenuti e ne’ sbandierati, da chi e’ sempre stato simbolo manifesto della destra italiana”.
Ma la notizia più interessante che gira per i corridoi della politica sarebbe quella che le elezioni nazionali verrebbero anticipate al prossimo mese di novembre e che il Cavaliere abbia chiesto a Miccichè di ottenere risultati positivi in Sicilia che, inevitabilmente influenzerebbero il voto nazionale. Quanto ci sia di vero in queste affermazioni non è dato saperlo, e la strada per il 61 a zero è lunga e difficile.

Articolo pubblicato il 24 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Gianfranco Miccich
Gianfranco Miccich