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Commissariamento Irsap, Venturi non si arrende. “La Procura della Corte dei Conti ha chiesto gli atti”
di Antonio Casa

Prosegue il duello tra l’assessore alle Attività produttive e il presidente della Regione sulla nomina all’Istituto che sostituisce i Consorzi Asi. Lombardo: l’atto a favore di Luciana Giammanco non è procrastinabile per effetto di norme volute dallo stesso Venturi

Tags: Marco Venturi, Raffaele Lombardo



PALERMO - Prosegue senza esclusione di colpi il duello fra l’assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi e l’”ex” presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla nomina del commissario straordinario dell’Irsap (l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive). Secondo Venturi si tratta di un atto illegittimo che non ha perso tempo a denunciare: prima in una recente conferenza stampa (in compagnia di un altro dissidente, l’assessore alle Infrastrutture Andrea Vecchio, che proprio ieri ha avuto revocata la nomina da Lombardo) suscitando le stizze dell’ex governatore, e poi inviando una nota alle Procure della Repubblica di Agrigento e Palermo e alla Procura regionale della Corte dei Conti.

“La Procura regionale della Corte dei Conti vuole verificare subito il commissariamento dell’Irsap e richiede all’assessore regionale alle Attività produttive tutti gli atti che hanno portato alla nomina del commissario straordinario dell’Istituto regionale per lo sviluppo delle attivita’ produttive (Irsap), da parte della Giunta di governo”, dichiara Venturi, che ieri mattina ha ricevuto una richiesta ufficiale da parte della magistratura contabile. Ieri l’assessore Venturi aveva diffidato il commissario dell’Irsap, Luciana Giammanco, rappresentando alla stessa l’illegittimità del decreto di nomina e, di conseguenza, ogni altro atto o provvedimento ad esso consequenziale.

Venturi nella diffida ha evidenziato al commissario dell’Irsap che “i contenziosi in corso, per via dell’illegittimità della rappresentanza legale dell’Irsap, avrebbero subìto un colpo mortale a danno dell’interesse pubblico compresi quelli dell’Asi di Agrigento. Contenziosi già sorti e che sorgeranno per le aziende in odore di mafia e per quelle colluse per le quali l’ex commissario Cicero aveva proceduto alla revoca dei lotti e degli appalti”.

La diffida di Venturi era stata indirizzata, oltre che al Presidente della Regione, anche alle Procure della Repubblica di Agrigento e di Palermo, ed alla Procura regionale della Corte dei Conti che in maniera tempestiva ha formalmente richiesto a Venturi tutta la documentazione relativa alla nomina dell’Irsap.

 Nella lunga nota, l’assessore ha “invitato” il commissario straordinario dell’Irsap, il dirigente generale delle Autonomie locali Luciana Giammanco, a non procedere nell’insediamento in virtù di numerosi e notevoli “vizi” che hanno reso illegittima la procedura adottata dalla Giunta di governo. Nel documento sono state motivate le ragioni che per Venturi “rendono illegittimo il conferimento dell’incarico di commissario straordinario dell’Irsap affinché possa tutelarsi e compiere ogni utile attivita’ che le consenta di non porre in essere atti geneticamente nulli e che potenzialmente possano invece generare danno erariale. Inoltre - prosegue Venturi - non sfuggirà come la difesa dell’interesse pubblico rappresentato dal consorzio Asi di Agrigento possa adesso subire un colpo grave ed irrimediabile, in relazione alle insorgende impugnazioni dinanzi al Giudice del Lavoro da parte dei dirigenti licenziati in esito a procedure disciplinari che hanno evidenziato, per due di essi, oltre ad una miriade di irregolarità, anche comportamenti omissivi o dilatori finalizzati a lasciare indisturbate imprese in odor di mafia. Infatti, i notevolissimi ed innegabili profili di illegittimità, di cui è intrisa la nomina del commissario straordinario, potranno essere facilmente ed agevolmente utilizzati dalle controparti alle quali si porge su un piatto d’argento una vittoria processuale senza neanche consentire che si entri nel merito delle gravissime e scandalose contestazioni che hanno determinato il doveroso e pronto allontanamento dai luoghi di lavoro”. Stesse argomentazioni potrebbero essere utilizzate, paventa Venturi, nelle controversie che hanno ad oggetto le revoche delle concessioni di lotti di terreni nei confronti di imprese raggiunte da informative prefettizie di natura interdittiva o atipica.

A stretto giro di boa giunge la risposta del presidente dimissionario: “Venturi rifiuta di comprendere quanto già illustratogli più volte, e che ancora si ribadisce: la nomina in discussione è stato atto necessitato e non più procrastinabile in conseguenza degli effetti prodotti dalla norma da lui stesso predisposta e della contestuale entrata in vigore della legge regionale blocca nomine. Infatti il comma 4 della legge regionale che istituisce l’Irsap n. 8 del 2012, entrata in vigore il 21 gennaio, prevede che i commissari liquidatori “devono chiudere le operazioni di liquidazione entro 180 giorni dell’entrata in vigore della legge”.

Al decorrere infruttuoso di detto termine il comma medesimo prevede, in termini perentori, il transito della gestione dei singoli consorzi asi soppressi all’Irsap. Ma l’Istituto non è il solo terreno di scontro fra la sola anima confindustriale rimasta dell’esecutivo regionale ed il presidente Lombardo. Vi è anche la designazione, contestata da Venturi, da parte della Giunta di governo (leggasi Lombardo) di Franco Nicosia a dirigente generale giusto dell’assessorato di cui è fino ad oggi il titolare. “Io avevo proposto di dare una chance ad un valido dirigente già in assessorato, Pietro Bellante - spiega Venturi- . La nomina va fatta dietro mia indicazione ma Lombardo ha agito diversamente”.

Articolo pubblicato il 07 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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