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Quotidiano di Sicilia

Sovraffollamento delle carceri. In Sicilia 1.735 detenuti di troppo
di Giulia Cosentino

Degrado, suicidi, overdosi e condizioni igieniche deplorevoli. Servono risposte per gli istituti di pena. Si stanno studiando provvedimenti per rendere più sopportabile la permanenza

Tags: Carcere



PALERMO – Emergenza carceri punto e a capo. Non è il titolo di un libro uscito di recente, ma di certo rappresenta un modo di dire volto ad indicare una svolta a quello che da anni rappresenta una problematica del sistema penitenziario italiano.
è di pochi giorni fa difatti, la notizia secondo cui il ministro della Giustizia, Paola Severino, a seguito di un’intervista rilasciata al quotidiano “Avvenire”, ha dichiarato di voler adottare nuove misure per far fronte all’emergenza del sovraffollamento. Si tratta di misure alternative al carcere e revisione delle piante organiche della polizia penitenziaria al fine di “evitare scoperture, distacchi immotivati e ingiustizie nella distribuzione degli incarichi”, ma anche redistribuzione dei detenuti a livello regionale “per avvicinarli alle famiglie” e rifinanziamento della legge Smuraglia sul lavoro carcerario.

Il problema del sovraffollamento, del degrado, delle insufficienze igieniche e salutari è oramai un fatto noto e i numeri alla carta, dalla capienza regolamentare dei detenuti negli istituti di pena ai decessi nelle stesse, (anche da parte della polizia penitenziaria) continuano a far parlare.

Al 31 agosto 2012, come riportato dal sito del Ministero, sono 66. 271 i detenuti presenti in Italia, 20.703 in più rispetto la regolamentare capienza pari a 45.568. Il più alto numero di detenuti si concentra in Lombardia (in totale sono presenti 9.443 reclusi contro i 4.059 posti presenti e distribuiti nei 19 istituti della regione), al secondo posto il Lazio (con 2.262 detenuti in più), terza la Puglia (1.874 reclusi oltre la regolamentare capienza). In questa triste classifica la Sicilia si piazza al quarto posto con 1.735 carcerati in più (7.200 il numero in totale dei detenuti presenti per 5.465). Un dato che diventa ancora più allarmante se si pensa che nell’Isola è presente il più alto numero di istituti pari a 27, otto in più rispetto alla Lombardia.
 
A questo si aggiungono le pessime condizioni di vita, in particolare nelle carceri di Catania e Palermo dove gli stessi detenuti hanno persino presentato un ricorso al magistrato di sorveglianza per chiedere condizioni di permanenza in carcere meno umilianti e degradanti. Ciò nonostante il numero delle donne e di stranieri detenuti è inferiore rispetto alle altre regioni: la componente femminile è presente con un numero pari a 1.76 l, gli stranieri sono 1.442. Ancora una volta è la Lombardia a tenere testa al resto dell’Italia. A fronte di questa grave emergenza è stato annunciato quindi un nuovo piano che preveda la realizzazione di 11.573 nuovi posti detentivi con un risparmio di 228 milioni di euro.

Non meno doloroso il dramma (probabilmente il più triste fra tutti) dei suicidi tra detenuti e poliziotti penitenziari. Nell’anno corrente si contano già 38 suicidi, di soggetti potenzialmente più fragili, causati il più delle volte dalle condizioni in cui sono costretti a scontare la propria pena o eseguire il proprio lavoro, ma anche da casi di overdose, disturbi psichici e incidenti dietro e oltre le sbarre, motivi per cui si prevede una sorta di monitoraggio e maggiore sostegno.

Si tratta quindi di nuove misure, una sorta di vademecum in cui includere i buoni propositi per poter chiudere in bellezza il 2012 e aprire un nuovo anno all’insegna del cambiamento, non solo per la situazione attuale delle carceri, ma dell’intero sistema giuridico italiano.

 Ed intanto, arriva l’ennesima denuncia circa le precarie condizioni igieniche dei penitenziari. “Presso la Casa circondariale di Caltanissetta le condizioni igieniche delle sezioni detentive sono al limite della tollerabilità”. A dichiararlo è il vice segretario generale dell’Osapp, Domenico Nicotra, che denuncia le scarsissime condizioni igieniche in cui il personale di Polizia penitenziaria nisseno è costretto ad operare.

“Infatti - aggiunge - il sindacalista, la vetustà dei locali, per i quali anche la manutenzione ordinaria è diventata un miraggio, il sovraffollamento, la presenza di molti detenuti fumatori allocati in celle adiacenti alle postazione destinate al personale di Polizia stanno rendendo il quotidiano e lungo lavoro (turni di otto ore) dei Poliziotti un’agonia permanente”. “A questo - prosegue Nicotra - si deve aggiungere che i servizi igienici destinati ai Poliziotti in servizio sono assolutamente paragonabili a delle vere e proprie latrine”.
Secondo il sindacalista “è necessario e urgentissimo un intervento per ridare dignità al personale di Polizia penitenziaria”.

Articolo pubblicato il 13 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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