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Quotidiano di Sicilia

Agrigento - Crolli in centro, fondi "ristretti"
di Umberto Trupiano

Dirottati su Messina 15 mln di euro. Sembra a questo punto difficilissimo un consolidamento completo. Solo 5 mln di euro per le opere di risanamento. A novembre l’esito del monitoraggio

Tags: Agrigento



AGRIGENTO – Entro novembre si dovrebbe finalmente conoscere l’esito del monitoraggio effettuato nel sottosuolo della collina di Agrigento sulla quale svetta l’antica Cattedrale. Si tratta dell’ennesimo sondaggio che è stato disposto alcuni mesi fa e a seguito del quale la Protezione civile dovrebbe disporre in via definitiva gli interventi necessari per mettere in sicurezza il costone su cui poggia il centro storico che da anni corre il serio pericolo di scivolare a valle.

Un problema molto serio che ha già dato segni di pericolo, manifestandosi con il crollo di uno degli edifici più antichi della città, il Palazzo Lo Jacono-Maraventano, avvenuto un anno e mezzo fa e che ha provocato, tra l’altro, anche lo sgombero di alcuni palazzi vicini. Una situazione che si è addirittura aggravata per tutti gli abitanti della zona ai cui proprietari sono state notificate in questi giorni le ordinanze e le diffide di messa in sicurezza. Mentre per motivi di sicurezza sono già pronte più di 300 ordinanze di diffida all’esecuzione di lavori o di sgombero per altrettante unità abitative.

Insomma per il centro storico di Agrigento sembra che il tempo passi inutilmente, nonostante il grande pericolo che da alcuni anni vivono gli abitanti della zona e che recentemente ha indotto la Curia a “rimproverare” pubblicamente il Comune e tutta la deputazione politica agrigentina per il disinteresse che hanno manifestato fino ad oggi nell’ affrontare questo problema. Chiamata in causa anche la Regione che ha ridotto a solo cinque milioni di euro l’importo destinato al consolidamento del costone della zona del Duomo. Importo che inizialmente era di 20 milioni di euro che a suo tempo erano stati finanziati e che ora sono sfumati nel limbo delle buone intenzioni, assegnando ad Agrigento appena un quarto della cifra promessa e destinando la rimanente somma di 15 milioni al Messinese. Aveva dunque ragione chi sospettava che i finanziamenti destinati dalla Regione al risanamento del centro storico di Agrigento ritardavano perché si aspettava il momento opportuno per dirottarli altrove.

Dunque 15 milioni andranno alla provincia di Messina e solo cinque ad Agrigento, il che significa che sarà impossibile consolidare il costone in pericolo, sempre che entro novembre si conoscano i progetti e gli studi per intervenire.
“Ancora un ennesimo colpo di mano ai danni di Agrigento questa drastica riduzione del finanziamento - ha commentato il sindaco, Marco Zambuto -. Uno “scippo” perpetrato da una classe dirigente che ha dimostrato più volte disinteresse e faziosità nei confronti della città dei Templi, al punto che in questa suddivisione non ha tenuto conto della grande emergenza rappresentata dal colle sul quale insiste la Cattedrale”.

Dalle proteste della città non vengono esclusi i parlamentari agrigentini che hanno dimostrato di non conoscere la gravità della situazione geologica del Centro storico, che dopo il crollo di alcuni edifici di interesse storico avrebbero dovuto intervenire per evitare quanto ancora di molto grave si può verificare.

Articolo pubblicato il 26 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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