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Consumi, netta riduzione. Una “spirale depressiva”
di Redazione

Il numero uno degli industriali, Squinzi: “Nel 2013 pressione fiscale al 55%”

Tags: Economia, Consumo, Confcommercio



ROMA - Nel 2011 il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici italiane è aumentato dell’1,9%, la spesa per consumi finali è cresciuta del 2,9%. Lo conferma l'Istat, spiegando però che la dinamica dei prezzi ha determinato un calo del potere d'acquisto dello 0,8%. La propensione al risparmio è scesa all'8,8% da 9,7% del 2010.

Nel 2011 il Pil a prezzi di mercato é pari a 1.579.659 milioni, con un aumento dell'1,7% sul 2010. La variazione in volume è +0,4%. Lo conferma l'Istat. Il deficit-Pil resta a -3,9%. Lieve revisione dell'indebitamento per il 2010 (-4,5% da 4,6%).
I consumi ad agosto sono diminuiti del 2,7% in quantità (-0,7% in valore) rispetto allo stesso mese del 2011 mentre sono cresciuti lievemente (0,2%) rispetto a luglio. È quanto emerge dall'indicatore sui consumi di Confcommercio secondo il quale si è registrato un vero e proprio tonfo per i beni e servizi per la mobilità (-12,4% tendenziale). Secondo l'associazione è “insufficiente” il recupero nei mesi estivi.

Il dato sui consumi, secondo Confcommercio, “evidenzia il tentativo delle famiglie di non comprimere, oltre una certa soglia, il consumo, soprattutto nei mesi estivi, dopo una prima parte dell'anno in cui hanno registrato una sensibile riduzione del proprio reddito disponibile, che si è tradotta in un netto calo della domanda”.
Nel breve periodo, secondo l'associazione, non ci sono elementi che facciano pensare a un'inversione di tendenza rispetto al profilo declinante che l'economia italiana sta seguendo dal terzo trimestre del 2011.

L'indicatore Confcommercio segnala una riduzione dell'1,4% per i consumi di servizi e un calo del 3,3% per quelli di beni. Calo consistente in quantità (insieme ai beni e servizi per la mobilità) si registra per abbigliamento e calzature (-4,3%) ma anche per alimentari, bevande e tabacchi (-3,9%). Calano i consumi per beni e servizi ricreativi (-3,4%) e per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,4%). Tengono i consumi per la cura della persona (-0,4%) mentre aumentano i consumi per beni e servizi per le comunicazioni (+3,1%), soprattutto grazie al calo dei prezzi (in valore -2,4%).

La crisi, ha spiegato il presidente di Confindustria Squinzi intervenendo all'assemblea di Confitarma, “ci ha spinto in una fase recessiva dalla quale stentiamo ad uscire fuori. L'esigenza, pur legittima, di risanare i bilanci pubblici attraverso politiche rigoristiche ha scatenato una spirale depressiva che ancora persiste”. Le previsioni economiche tracciano una scenario che resta difficile, ha sottolineato Squinzi, con un Pil a -2,4% per il 2012 e -0,6% per il 2013, secondo le ultime stime del Centro studi di Confindustria. “Dati negativi - ha detto il numero uno degli industriali - che derivano da un aumento della disoccupazione, dalla contrazione della domanda interna, dalla riduzione degli investimenti fissi lordi, dai livelli dell'inflazione che resta ancora piuttosto alta. A ciò si aggiunge la crescente pressione fiscale, che arriverà l'anno prossimo oltre la soglia “statistica” del 45%, mentre in termini reali, cioè tolto il computo del sommerso, arriveremo al 55%”.

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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