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Svolta sui controlli negli enti di Formazione. Le presenze dei corsisti registrate online
di Michele Giuliano

Previste almeno 1.500 ispezioni: la contromisura della Regione per evitare il fenomeno dei corsi-fantasma. Attraverso la piattaforma Caronte l’assessorato conoscerà in tempo reale il numero degli allievi in aula

Tags: Formazione, Ludovico Albert



PALERMO - “Controlleremo almeno la metà dei corsi finanziati”. Il dirigente generale del Dipartimento della Formazione professionale della Regione, Ludovico Albert, annuncia la svolta a partire da quest’anno sul fronte delle verifiche all’interno degli enti di formazione finanziati nell’ambito dell’Avviso 20. I controlli saranno meno invasivi, quindi più veloci, ma molto più efficaci. Infatti non si faranno più infinite verifiche sulle singole spese, che comportava anche giorni e giorni di impegno degli ispettori. Da ora si cambia metodo.

Ma come è stata possibile questa svolta? “Semplice - sostiene Albert -: punteremo maggiormente sulla presenza in aula degli allievi. A noi quello che interessa da quest’anno non è quanto un ente spende per il proprio personale o per reclutare esterni, oppure quanto materiale di cancelleria ha acquistato. Ci interessa principalmente la qualità del corso: quindi l’effettiva presenza degli allievi dietro i banchi a seguire le lezioni”. Questo controllo sarà molto più efficace rispetto agli anni scorsi: “Ogni mattina l’ente deve comunicare all’assessorato, attraverso la piattaforma on line “Caronte”, - rivela Albert – la presenza degli allievi. Quindi i nostri ispettori, con tablet in mano, potranno effettuare i blitz all’interno delle aule per verificare effettivamente la presenza degli allievi”.

Verifica efficace, veloce e al tempo stesso di immediato riscontro. Il problema effettivo degli scorsi anni è stato per la formazione il fenomeno dei corsi fantasma. Molti enti, con l’ausilio anche di controlli abbastanza blandi e farraginosi, avevano mille scappatoie per far risultare un numero di corsisti più alto rispetto a quelli effettivamente frequentanti. Uno dei tanti scandali in salsa siciliana della formazione siciliana.

La strategia più diffusa negli anni scorsi era quella delle false fatturazioni: enti fittizi certificano spese per lezioni mai svolte ottenendo il rimborso dalla Regione, complici verifiche che scattavano solo a campione. La Sicilia nei giorni scorsi si è vista bloccare da Bruxelles un finanziamento da 500 milioni di euro per “carenze nei controlli”. “Quest’anno non accadrà più – aggiunge il dirigente del Dipartimento – perché il metodo che abbiamo adottato ci consentirà di potere effettuare più controlli. Abbiamo calcolato che nel corso dell’anno formativo che si concluderà nel 2013 faremo almeno 1.500 verifiche di questo genere sul totale dei 3.000 corsi finanziati”.
 

 
L’approfondimento. Il ritardo degli Enti nel pagamento delle indennità
 
Da tempo si dibatte all’interno della formazione professionale siciliana sui ritardi degli enti nel pagamento delle indennità ai corsisti. Problema di ogni anno che si sta riproponendo anche quest’anno. Il problema è che la Regione ha poco da fare rispetto alle rivendicazioni dei corsisti che denunciano ritardi su ritardi, spesso anche di uno o addirittura due anni. Da questo punto di vista l’assessorato alza le braccia: “Noi stanziamo quanto dovuto agli enti e nei tempi previsti in base anche alla loro rendicontazione” afferma l’assessore Accursio Gallo. Il problema vero è un altro: come si può sapere quando effettivamente un ente incassa? “L’unico modo per sapere se l’ente è stato pagato – dice il dirigente generale del Dipartimento della Formazione professionale della Regione, Ludovico Albert – è rivolgersi allo stesso ente. Non esiste un registro dei progetti che la Regione ha pagato da poter consultare. Tuttavia, la Regione può sapere se e come sono stati utilizzati i pagamenti erogati attraverso delle ispezioni”.

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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