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Quotidiano di Sicilia

Dal rigassificatore una dote trentennale
di Marina Pupella

Regione ed Enel siglano l’accordo sull’impianto di Porto Empedocle: la società pagherà i tributi nell’Isola, più 100 milioni di euro. Sullo sviluppo energetico passa la linea del minore impatto ambientale possibile

Tags: Enel, Regione Siciliana, Rigassificatore



PALERMO - Intesa raggiunta fra Regione Sicilia ed Enel per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle e per il miglioramento degli impianti termoelettrici già esistenti sull’Isola. Dopo tanti tira e molla, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, hanno siglato lo scorso 6 agosto (il governatore per l’occasione ha richiamato tutti gli assessori della sua giunta a Palazzo d’Orleans) il protocollo per lo sviluppo energetico nell’Isola, al fine di produrre più energia a minor costo ed a basso impatto ambientale.
Il protocollo dedica ampio spazio alla diversificazione delle fonti energetiche con l’incremento di quelle rinnovabili, alla sicurezza degli approvvigionamenti con progetti infrastrutturali, ed agli investimenti in nuove tecnologie. Esso entrerà in vigore dalla data della firma e resterà vigente fino al 31 dicembre 2020, con proroghe e modifiche previste di biennio in biennio previo accordo tra le parti.

A seguito del patto, che ha visto impegnati giorno e notte nelle ultime fatidiche settimane, il presidente Lombardo, l’assessore all’Industria Marco Venturi, il dirigente generale dell’omonimo assessorato Nicola Vernuccio, ed i funzionari dell’Enel, la Regione ha emesso il decreto autorizzativo per la costruzione e per l’esercizio del rigassificatore di Porto Empedocle.
Cosa prevede il dettaglio del progetto? Per la costruzione nell’area portuale nel Comune empedoclino del terminale di rigassificazione di Gnl (Gas naturale liquefatto), è previsto un investimento da parte di Enel – tramite la società controllata Nuove Energie S.r.l.-  di oltre 650 milioni di euro. L’impianto che sarà realizzato in 4 anni -la posa della prima pietra è prevista per gli inizi del 2010- occuperà 800-900 lavoratori, (tutti rigorosamente dell’Isola e formati da Enel) nella fase di costruzione e 200-230 in quella di esercizio. Avrà una capacità di 8 miliardi di metri cubi/anno e sarà costituito da due serbatoi che verranno interrati fino a -14 metri per ragioni di maggior sicurezza e di impatto ambientale. “Così dalla Valle dei Templi non si vedranno i serbatoi” assicura Conti.

L’accordo inoltre stabilisce importanti misure a favore del territorio provinciale, oltre a quanto già definito nella convenzione sottoscritta con il Comune di Porto Empedocle nello scorso gennaio. Un accordo definito “storico”, che consentirà ai due contraenti di approdare a nuovi ed importantissimi obiettivi. “Primo fra tutti- spiega il presidente Lombardo - quello relativo alle tasse ed ai tributi che la società Nuove Energie verserà alla Sicilia, poiché qui è stata fissata la sede legale. Un buon viatico – prosegue Lombardo – che dovrà servire anche per futuri accordi”.
Poi, il pagamento di royalties a favore di Regione ed Enti locali per un periodo di 30 anni: Enel verserà nelle casse di Palazzo d’Orleans 2, 5 milioni di euro all’anno, in base al volume di gas lavorato, e al Comune di Porto Empedocle 14 milioni di euro da corrispondere nel corso di realizzazione dell’impianto. Infine, vi saranno opere per la potabilizzazione dell’acqua, la realizzazione di strade provinciali (3 milioni) e la realizzazione nel porto di una banchina per navi da crociera (7 milioni).

Articolo pubblicato il 11 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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